Affitti brevi, i primi effetti della legge: a Rimini 13 richieste rigettate
Inizia a dare i primi effetti la nuova legge regionale sugli affitti brevi che dal 19 dicembre scorso ha introdotto una specifica destinazione d’uso urbanistica "locazione breve" all'interno della categoria turistico-ricettiva. Provvedimento che rende quindi necessario il cambio da residenziale a turistica per poter collocare l'alloggio sul mercato degli affitti brevi. Nel comune di Rimini in poco meno di un mese l’ufficio Settore Sistema e Sviluppo Economico ha pronunciato 13 provvedimenti di irricevibilità nei confronti di altrettanti privati titolari di immobili (o intermediari incaricati dai privati) che avevano presentato la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per case e appartamenti da destinare proprio a locazioni brevi. La nuova legge, oltre a introdurre l’obbligatorietà del cambio di destinazione, prevede poi specifici requisiti tecnici e di sicurezza e consente ai Comuni di individuare nei propri strumenti di pianificazione aree in cui consentire, limitare o incentivare gli affitti brevi agendo sulla leva fiscale.
Ma sul settore è un vero e proprio fuoco incrociato. Infatti anche l’Europa ha deciso di metterci mano. Niente divieti, ma misure ad hoc per proteggere le aree sottoposte a particolare stress abitativo. Lo prevede il Piano Casa che Bruxelles dovrebbe varare entro il 2026. Il commissario Ue con delega alla casa, Jorgensen, ha anticipato alcuni dettagli: oltre alla mappatura delle aree a maggior emergenza abitativa, si parla dell’introduzione di un tetto massimo annuale di notti vendibili ma anche della limitazione al solo periodo estivo con l’obbligo poi di ospitare studenti per il resto dall’anno. Ci sarà poi una differenziazione più chiara tra host professionali e non professionali per evitare forme di concorrenza sleale con gli albergatori. Misure fortemente contestate però dall’associazione Property Manager. Secondo il presidente Lorenzo Fagnoni imporre un limite annuo (che potrebbe essere di 100 notti) non farà tornare i proprietari sul mercato delle locazioni lunghe anzi porterà aumenti di prezzo, meno occupazione e anche meno imposte versate. Inoltre combinare gli affitti brevi con quelli agli studenti non funzionerebbe: si tratta di target completamente diversi, dice. Property Manager punta invece il dito sulla tutela della proprietà: “finché la morosità colpevole resta un rischio enorme, con sfratti lunghi, costi legali e canoni persi – dice Fagnoni -, i proprietari non torneranno sul lungo periodo”. Questo, a suo dire, è l’aspetto su cui la politica dovrebbe confrontarsi, altrimenti è solo un’operazione ideologica.
Dal 20 maggio entrerà in vigore un regolamento europeo incentrato in particolare sulle piattaforme on line per gli affitti brevi, introducendo un sistema armonizzato a livello europeo per la registrazione e la condivisione dei dati ai fini di trasparenza (in linea con l’introduzione in Italia del Cin, il Codice identificativo nazionale).












