A Santarcangelo un parco intitolato a Lea Garofalo, vittima della 'ndrangheta
Questa mattina a Santarcangelo si è tenuta l’intitolazione del parco compreso tra le vie Cesare Pavese e Salvatore Quasimodo a Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ‘ndrangheta: dopo il saluto della vice sindaca Michela Mussoni e dell’assessora alle Pari opportunità Angela Garattoni, alcuni studenti e studentesse della scuola elementare Pascucci hanno raccontato la storia di Lea Garofalo con un momento molto sentito ed emozionante.
La decisione di intitolare l’area verde in ricordo di una delle donne simbolo per la lotta alla mafia è infatti nata nell’ambito del progetto dell’Amministrazione comunale ‘Ho a cuore Santarcangelo’, che ha visto anche la partecipazione di Anpi per i racconti a studenti e studentesse sui temi della legalità, della lotta alle mafie e dell’antifascismo ed è partita da una proposta dei ragazzi e delle ragazze dell’istituto Molari che hanno chiesto all’Amministrazione comunale di riequilibrare la toponomastica cittadina con intitolazioni a figure femminili.
“Intitolare un parco è una scelta importante, poiché un parco è un luogo di vita in cui si gioca, si ride, si cresce. Dare a questo luogo il nome di Lea Garofalo significa far vivere la sua memoria ogni giorno e mantenere viva la sua storia: la storia di una donna coraggiosa che ha trovato la forza di ribellarsi alla ’ndrangheta e scelto di non piegarsi alla violenza”, ha dichiarato la vice sindaca Michela Mussoni.
“E questo luogo è ancora più significativo – conclude la vice sindaca Mussoni – perché proprio qui davanti c’è un immobile sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla comunità. È il segno concreto che la legalità può vincere, che ciò che era simbolo di potere e di paura può diventare spazio di bene comune. Il messaggio che lanciamo oggi, tra un bene confiscato alle mafie e un parco dedicato a Lea Garofalo, è che la nostra comunità sceglie la giustizia. Tra pochi giorni ricorderemo anche il 21 marzo, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. È una data che ci ricorda sempre di coltivare i principi della legalità, della giustizia e del rispetto”.
“Quello che Lea Garofalo ci insegna – ha aggiunto l’assessora alle Pari opportunità Angela Garattoni – arriva proprio dal motto utilizzato per definire la potenza del suo messaggio: vedo, sento, parlo è un monito per ogni donna, ragazza e bambina a utilizzare la propria voce”.












