A rischio la neutralità della Rete? I progetti di Google
“Don’t be evil”, non essere cattivo, dice Google nel suo motto. Ma il colosso americano dei motori di ricerca – e non solo – sta nello stesso tempo di fare una “cattiveria” alla Rete, in quella che è la sua caratteristica principale: l’apertura. Ovvero, stando alle rivelazioni del Wall Street Journal, attraverso un accordo con le grandi compagnie telefoniche statunitensi, cercherebbe di creare un’autostrada preferenziale per i propri dati. Ovvero, pagando, un accesso più veloce, quando la caratteristica di Internet è di offrire a tutti lo stesso traffico: la neutralità verso chiunque.
In aiuto alle mire rese note dal quotidiano statunitense vengono le esigenze delle compagnie telefoniche: il traffico in Rete, che si paga, sta lievitando sempre più, del 50% all’anno, anche a causa della maggior disponibilità di video, che consumano “banda”. Nello stesso tempo sono riluttanti ad un accordo perché la proposta, almeno negli Stati Uniti, cozzerebbe con le linee guida della Federal Communication Commission sulla neutralità della Rete, appunto. Un anonima voce citata dal Wall Street Journal dice che “se lo facciamo Washington sarà a fuoco”, aspettandosi la reazione di legislatori e regolatori.
Il rischio infatti è che se le grandi compagnie possono negoziare trattamenti privilegiati, Internet può diventare un luogo dove solo i grandi possono avere un accesso veloce e facile, a discapito delle più piccole o di nascenti imprese. In pratica, un taglio alla concorrenza. E, per quanto riguarda il nuovo presidente degli Stati uniti, Barack Obama, si profila già un banco di prova. Proprio visitando Google, durante la campagna elettorale, disse che “Internet è al momento il più aperto network nella storia, e noi dobbiamo mantenerlo in questo modo”.












