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un cippo in sua memoria

A 82 anni dalla morte Rimini ricorda Silvano Cenci, giovane partigiano gappista

In foto: i partecipanti alla cerimonia
i partecipanti alla cerimonia
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mar 12 Mag 2026 16:24 ~ ultimo agg. 16:42
Tempo di lettura 3 min
A ottantuno anni dalla morte, Rimini ha reso omaggio al giovane partigiano Silvio Cenci con una cerimonia nei pressi dell’Arco d’Augusto, sul luogo esatto dove Cenci perse la vita. Attorno alla lapide commemorativa si sono radunati cittadini, iscritti ANPI e rappresentanti delle istituzioni, in un momento di raccoglimento.
Silvio Cenci, membro della 29ª Brigata GAP “Sozzi”, stava costruendo in silenzio la sua scelta di campo: raggiungere i partigiani sull’Appennino tosco-romagnolo, attraverso i contatti di Santarcangelo. Era il 10 maggio 1944 quando nel tardo pomeriggio lui, diciannovenne, e il diciottenne Ivo Lotti tornarono in bicicletta verso San Lorenzo in Correggiano, dormendo nei pagliai per sfuggire ai controlli. All’Arco d’Augusto li fermarono due militi fascisti in pattuglia: niente documenti, nessuna risposta convincente. Mentre i militi si distraevano per bloccare un camioncino in transito, i due giovani reagirono e tentarono la fuga. Lotti riuscì a dileguarsi pedalando disperatamente. Cenci no: i calzoni gli si impigliarono nell’ingranaggio di una bicicletta da bersagliere a scatto fisso, quella sottratta ai militi, e la sua corsa si arrestò nel peggiore dei modi. I colpi fascisti lo raggiunsero senza scampo. Dove cadde, oggi sorge un cippo in sua memoria.
 
Alla cerimonia erano presenti l’assessora comunale Francesca Mattei e Andrea Caputo, presidente dell’ANPI di Rimini. A dare un volto ancora più vivo al ricordo erano la nipote di Silvio Cenci e la figlia di Ivo Lotti, il compagno che quella sera riuscì a scampare alla morte fuggendo in bicicletta: una presenza che ha portato la testimonianza diretta di due famiglie segnate per sempre da quella giornata del maggio 1944.  Alla fine della Cerimonia il Presidente ANPI ha letto una Poesia che scrisse il padre di Silvio Cenci si è poi proceduto alla deposizione sul Cippo Commemorativo di 19 Garofani
che rappresentano ogni anno vissuto dall’eroe Partigiano.
 
“Il cippo all’Arco d’Augusto non è soltanto una pietra con un nome inciso - ribadisce l’assessora Francesca Mattei - è il punto fermo in cui una città si ferma, ogni anno, a fare i conti con la propria storia. La Resistenza riminese ha avuto volti giovani, spesso giovanissimi come quello di Silvio Cenci, e la cerimonia di ieri pomeriggio rinnova l’impegno collettivo a non disperderne la memoria. Ringrazio tutti i presenti per la partecipazione e per il silenzioso, prezioso atto di testimonianza civile.”
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