A 30 anni dall’uscita, l’Osservatore Romano: ‘Blues Brothers, film cattolico’
“un film memorabile. Stando ai fatti, cattolico – per il direttore Gian Maria Vian – Gli indizi non mancano in un’opera dove i dettagli non sono certo casuali. A iniziare dalla foto incorniciata di un giovane e forte Giovanni Paolo II nella casa dell’affittacamere – dall’accento siciliano e vestita di nero, dunque cattolica – di Lou ‘Blue’ Marini. Jake ed Elwood sono infatti cresciuti nell’orfanotrofio intitolato a sant’Elena e alla santa Sindone, governato dalla terribile ma a suo modo affettuosa Sister Mary Stigmata, detta la Pinguina, e ora a rischio di sopravvivenza per cinquemila dollari di tasse non versate”.
“Ma per i due – prosegue Vian – quella istituzione cattolica e’ tutta la loro famiglia – solo il vecchio impiegato Curtis suonava per loro l’armonica in cantina, ricordano con nostalgia – e decidono di salvarla a ogni costo con i suoi piccoli ospiti. Ma come farlo senza allontanarsi (troppo) dai valori trasmessi dalle suore e, nonostante qualche trasgressione, sempre ritenuti validi? L’illuminazione arriva nella chiesa battista di Triple Rock dove li ha indirizzati Curtis e dove ascoltano un sermone del reverendo Cleophus James sulla necessità di non sprecare la propria vita. E nulla antepongono – Elwood, il più galante, rinuncia persino all’avventura con una fascinosa signorina – alla ‘missione per conto di Dio”.











