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Rischio di stereotipi

Mattel lancia Barbie autistica, il commento dell'assessore Gianfreda

In foto: l’assessore Gianfreda (@newsrimini)
l’assessore Gianfreda (@newsrimini)
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mar 13 Gen 2026 15:06 ~ ultimo agg. 15:12
Tempo di lettura 3 min

Mattel ha lanciato oggi una nuova versione di Barbie, Barbie autistica, caratterizzata da cuffie e fidget spinner per ridurre lo stress. La bambola - riferisce la Mattel - è stata realizzata con la consulenza della comunità autistica per offrire una rappresentazione più fedele di alcuni modi in cui le persone nello spettro possono vivere, elaborare e comunicare il mondo che le circonda.

L'assessore alle politiche sociali del comune di Rimini, Kristian Gianfreda, ha rilasciato una nota: 

"è di oggi la notizia dell’uscita della ‘Barbie autistica’, una versione della famosa bambola della Mattel con sguardo obliquo, tablet in un mano e cuffie anti rumore alle orecchie. Il dibattito tra i favorevoli e i contrari è già rovente. Dico la mia: L'autismo è per sua natura invisibile. Volerlo comunicare con un linguaggio visivo è piuttosto difficile. Se da una parte può essere anche comprensibile l’intento di sensibilizzare un’opinione pubblica potenzialmente molto più larga rispetto ai soli diretti interessati alla neurodivergenza, dall’altra con operazioni commerciali come questa il rischio tangibile è quello di cristalizzare ulteriormente stereotipi che alla fine caricaturizzano o peggio contribuiscono involontariamente ad alzare ancora di più la barriera tra (mal) cosiddetta ‘normalità’ e (mal) cosiddetta ‘diversità’.  

Potrei definirla eterogenesi dei fini o, in un linguaggio più mistico, l’esempio di come la via dell’infermo sia lastricata di buone intenzioni. Per carità, comprendo appunto il tentativo di fare dell’argomento una versione ‘quotidiana’, di diffondere il tema inello spazio sociale e culturale di tutta la comunità ma la traduzione nel linguaggio visivo è ambigua, edulcorata, troppo spinta sul versante di marker biologici impossibili da fissare. Quello che conta è (dovrebbe essere) altro. La lettura delle motivazioni durante la consegna del Sigismondo d’Oro 2021 all’associazione Rimini Autismo indica una strada più difficile e impervia: ‘Per avere contribuito a far crescere sul territorio una cultura sull’autismo, attraverso un coinvolgimento fatto di continue relazioni e iniziative, condotte con il solo fine di sostenere le capacità, l’integrazione, i diritti di tante ragazze e ragazzi...

Per avere sensibilizzato la città e il territorio su un argomento prima poco conosciuto e su un problema che spesso lasciava sole le famiglie ad affrontarlo, portando il tema su un piano di positiva concretezza, grazie a un prezioso spirito di comunità e di mutua solidarietà’. Rimini Autismo è parte di un territorio sensibile ed attivo, fatto di operatori dell’azienda sanitaria e dei servizi sociali, altre associazioni e cooperative, volontari, aziende attente al territorio e istituzioni. Uno scenario che vede oltre 1200 persone seguite, di cui il 70 per cento in età minore ai 18 anni. Alla domanda “una Barbie autistica può sostenere anche il loro lavoro?”

Come dicevo prima le risposte sono diverse e già divise in schieramenti opposti. Se dunque è impossibile fissare la (una) verità, forse potremmo limitarci a considerare il realismo come metro che potrebbe avvicinarsi di più all’oggettività. Quella rappresentazione è uno stereotipo del disturbo dello spettro autistico e dunque in definitiva irrealistica. Se proprio la Mattel dovesse individuare una parvenza superiore di realismo basterebbe togliesse la polvere alla versione di ‘Barbie in carrozzina’ che non entrava nell’ascensore della sua lucente casa rosa. Crudo ma almeno vero".

Kristian Gianfreda

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