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Progetto Fuoriclasse

Istruzione domiciliare garantita per due studenti in terapia oncologica

In foto: progetto fuoriclasse
progetto fuoriclasse
di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mer 28 Gen 2026 09:20 ~ ultimo agg. 09:23
Tempo di lettura 6 min

Una diagnosi oncologica determina sempre un trauma non solo in chi scopre di soffrire di una malattia ancora oggi molto spaventosa, ma anche in quegli affetti e famigliari che circondano la persona che l’ha ricevuta: un’affermazione ancor più vera nel caso in cui i pazienti siano bambini o adolescenti con madri, padri, fratelli, sorelle e nonni. Se la buona notizia arriva dai dati di sopravvivenza, visto che in linea generale l’80% dei giovani riesce a sconfiggere il cancro, con picchi anche superiori per alcune tipologie di tumori ematologici, il lato meno positivo della medaglia è quello relativo all’impatto fisico e psicologico su ragazzi e ragazze di un percorso di cura tanto impegnativo.

Gli effetti collaterali dei trattamenti impongono infatti enormi cambiamenti, sia per quel che riguarda l’aspetto fisico che dal punto di vista della quotidianità: i lunghi periodi di isolamento dovuti alla compromissione del sistema immunitario proiettano il paziente in una dimensione di solitudine in cui la sua crescita, formativa e sociale, viene quasi messa in pausa se paragonata a quella dei coetanei che, al contrario, continuano a frequentare le lezioni, a seguire le attività extra-scolastiche, a frequentarsi. Un aspetto che fino a qualche anno fa veniva considerato secondario e sacrificabile rispetto al bene supremo del perseguimento della guarigione, tanto che era piuttosto comune e accettabile dai genitori che il figlio o la figlia perdesse l’anno pur di uscire con successo dal proprio percorso di cura.

Sebbene comprensibile, tale atteggiamento è stato via via superato: la preservazione di una qualità di vita il più alta possibile è considerata oggigiorno una priorità per il paziente oncologico, tanto quanto garantirsi le migliori prospettive di sopravvivenza. Nel caso dell’adolescente col cancro, questo significa non poter ritenere più accettabile avere una proposta formativa e opportunità scolastiche diverse rispetto ai coetanei sulla base di quella che è considerabile, a tutti gli effetti, come un’ingiustizia. Preservare il futuro personale e professionale di ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio, costretti dalla malattia a lunghi periodi di ospedalizzazione, è diventata quindi una delle priorità dell’Istituto Oncologico Romagnolo, tanto che già nel 2018 l’organizzazione non-profit si accordò con l’Ufficio Scolastico Regionale e con i professori del Liceo “Volta-Fellini” per sostenere la continuità di programma di un ragazzo di prima superiore con diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. Grazie a questa borsa di studio IOR il paziente ha potuto così vedersi garantite non solo le visite a domicilio degli insegnanti delle materie principali ma di tutti i docenti, ha completato con successo il percorso scolastico ed è oggi uno studente al quarto anno di Medicina. Come riferito dalla madre in una testimonianza rilasciata sui social dell’associazione proprio nel 2018, si è trattato «di un’esperienza bellissima: giorno dopo giorno si è visto il beneficio che lui traeva dal contatto con queste persone adulte. Era come se nell’insegnamento della singola disciplina ci fosse qualcosa di terapeutico, addirittura di magico, perché anche quando era distrutto dalle terapie o dalle trasfusioni fatte al mattino, lui era davvero contento, sorridente, entusiasta; e soprattutto si sentiva “in pari”, mai diverso dalla classe e dai compagni».

Il successo di questa esperienza ha portato lo IOR a stabilire un Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, recentemente rinnovato, per continuare a garantire l’istruzione domiciliare a ragazzi e ragazze col cancro che, altrimenti, rischierebbero di perdere l’anno o di ricevere una formazione meno completa rispetto ai coetanei sani, e che lo stesso Istituto Oncologico Romagnolo ha voluto ufficializzare aggiungendolo ai servizi che offre ai pazienti del territorio col nome di “Progetto FuoriClasse”. Come spiegato da Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR, «nell’anno 2024/2025 abbiamo garantito a quattro studenti di proseguire con l’intero programma direttamente a casa: due di questi erano pazienti di Riccione, L.C. e J.G., iscritti al Liceo “Volta-Fellini” e al IPSSEOA “Savioli”. Le scuole hanno già a disposizione un plafond per garantire agli adolescenti che si devono assentare per lunga malattia di ricevere al domicilio le lezioni più importanti: ma spesso il percorso completo ha peso economico elevato e non è possibile coprire tutte le materie. L’investimento, per lo IOR, è stato infatti di circa 10.000 euro, per un totale di 96 settimane complessive di istruzione a casa dei quattro in cura. In questo senso va sottolineata anche la dedizione e la collaborazione dei vari professori coinvolti: senza la loro disponibilità e passione, un progetto del genere non sarebbe proprio possibile. Fortunatamente sono i docenti per primi ad aver colto l’importanza di questo servizio: come spiegato dalla madre del primo ragazzo ad aver ricevuto la borsa di studio IOR, non è solo una questione di diritto allo studio, ma è anche e soprattutto un modo per combattere la malattia, una tappa importante del processo terapeutico».

Per queste ragioni l’Istituto Oncologico Romagnolo ha anche deciso di far partire una campagna di crowdfunding proprio a sostegno del Progetto “FuoriClasse”: da inizio febbraio fino a Pasqua chiunque potrà sostenere questo importante servizio facendo la propria donazione sulla piattaforma dedicata www.insiemeachicura.it. Tale iniziativa ha già raccolto l’adesione entusiastica di parrucchieri e professionisti di bellezza, categorie da sempre molto sensibili alla tematica della vicinanza al paziente oncologico e della preservazione della sua qualità di vita. Il 15 febbraio, una domenica fortemente simbolica in quanto ricorre la Giornata Mondiale contro i Tumori Infantili, metteranno la pettorina da volontari e presteranno la propria competenza gratuitamente per raccogliere fondi proprio a favore del Progetto “FuoriClasse”: saranno 8 le città della Romagna, più Pesaro e Argenta, in cui verrà proposto l’evento, dal titolo “Una Piega per lo IOR”. 

La donazione minima richiesta, come sempre, sarà di 20 euro. «Si tratta di una maratona di bellezza e di solidarietà che si ripete già da qualche anno – spiega sempre il Direttore IOR, Fabrizio Miserocchi – nel 2024 furono ben 620 le persone che hanno aderito all’appello, mentre nel 2025 questo numero è cresciuto fino ad arrivare a 988. Ci auguriamo che questa bella tradizione confermi il suo trend di crescita e che siano tanti anche i giovani che aderiranno: d’altronde, quest’anno, è proprio alla cura e al futuro dei loro coetanei che dedicheremo tutto l’incasso».

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