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Rimini-Bra 1-2

D'Alesio: "Chiedo scusa al popolo di Rimini. Oggi eravamo un po' svuotati"

In foto: Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura 9 min
Sab 1 Nov 2025 19:21 ~ ultimo agg. 2 Nov 20:26
Tempo di lettura 9 min

Le dichiarazioni al termine di Rimini-Bra 1-2 (leggi notizia).

Fabio, Nistico, allenatore Bra. Una vittoria meritata la vostra. "Sono contento dell'osservazione del meritata perché secondo me abbiamo fatto un primo tempo importantissimo, dove siamo riusciti a portare sul campo tutto quello che avevamo provato in settimana, soprattutto ci siamo ritrovati proprio sui riferimenti in funzione dell'avversario, siamo andati sul 2-0 e con una grossa serenità c'era proprio la sensazione di non prendere gol, eravamo messi bene in campo. Devo fare veramente i complimenti ai ragazzi perché portare a termine una partita come quella di oggi, dove i miei cambi non sono stati per far riposare o per cambiare qualcosa dal punto di vista tattico, ma sono stati tre cambi per infortunio, che purtroppo mi hanno fatto togliere prima Minaj, poi Sinani e Nesci, all'inizio del secondo tempo, facendo tre slot per infortunio ho perso due cambi, al 68'-69' io non avevo più cambi. Purtroppo questo regolamento nel momento in cui ci sono delle situazioni di infortunio si potrebbe correggere. Siamo riusciti a portare a termine in partita con soli tre cambi e con una grossa pressione avversaria, un avversario di cui, l'ho già detto tutta la settimana ai miei ragazzi, non bisogna guardare la classifica in funzione della penalizzazione, ma quello che questi ragazzi, in questo ambiente, stanno facendo. C'è solo da fargli i complimenti. Ci sono dei valori assoluti all'interno della rosa; l'allenatore, che non conoscevo, ci siamo presentati oggi, è una persona preparatissima: mette dei concetti sul campo e quindi è bello anche affrontare situazioni di questo genere. Questa vittoria è ancora più rafforzata in funzione dell'avversario che abbiamo trovato. Adesso andiamo avanti, testa bassa. È chiaro che l'infortunio di Nesci è sconvolgente, perché è un ragazzo che nelle ultime tre partite stava facendo qualcosa di eccezionale, purtroppo è un infortunio gravissimo: gli facciamo gli in bocca al lupo e andiamo avanti".

Che tipo di infortunio ha riportato Nesci? "Sicuramente ha una frattura scomposta del perone e una lussazione della caviglia, probabilmente la frattura del perone è anche scomposta. Quindi è veramente da fargli gli auguri, anche perché stava facendo bene bene bene".

Quanto pesano questi tre punti contro una diretta avversaria nella lotta per mantenere la categoria? "A livello di morale, a livello di energia, nello spogliatoio è una vittoria che conterà tantissimo. È chiaro che per la penalizzazione che ha questa squadra 11 punti di distanza sono tanti, soprattutto a livello emotivo, chi vive gli spogliatoi sa che sono delle mazzate importanti. Noi, come ho detto ai ragazzi, in funzione di quello che stiamo facendo nell'ultimo mese, dobbiamo cercare di guardare un pochino avanti e di andare a prendere squadre che secondo me possono rimanere nei quartieri bassi della classifica. Noi siamo consapevoli che il nostro campionato è questo, però, ripeto, con prestazioni come quella dei primi 45 minuti secondo me possiamo dare del filo da torcere a molte squadre in questo campionato"

La sua squadra ha dimostrato di saper giocare, ha provato a palleggiare in tutte le situazioni. "Anzi io sono un po' arrabbiato, poi ci ragiono sopra perché quella mancanza di possesso negli ultimi venti minuti è dovuta anche a quello che dicevo prima, cioè delle situazioni che hanno un po' destabilizzato il gruppo squadra. Ripeto, l'infortunio di Nesci ha colpito me, ma ha colpito anche i ragazzi perché vedere un compagno di squadra con la gamba spezzata vi assicuro che non è mai bello, è stato subito evidente. Però noi dobbiamo continuare a lavorare in questo modo perché il nostro obiettivo dobbiamo raggiungerlo facendo questo calcio perché se no noi non andiamo da nessuna parte".

Nesci è stato portato all'Infermi. Tornerà a casa con voi? "La diagnosi è già arrivata: perone rotto scomposto e lussazione di caviglia. Adesso dobbiamo capire se glielo stabilizzano per portarlo col tutore e farlo operare a Torino. Lo portiamo in macchina, almeno nel posteriore riesce a stare disteso. Però prova un dolore lancinante".

https://www.icaroplay.it/programmi/rimini-bra-1-2-il-dopogara-dei-due-allenatori/

Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C. "Sicuramente il morale: noi siamo molto aggrappati in questo momento ai risultati, che ci danno delle volte quella spinta in più, a questa partita tenevamo in maniera particolare, effettivamente non tanto per una questione di classifica perché sappiamo che non possiamo pensare di vincere tutte le partite, questa era una partita, giocandola, alla nostra portata. Io mi prendo le responsabilità, ai ragazzi non è da dare nessuna responsabilità, hanno dato tutto, forse ho sbagliato io in alcune cose, e di conseguenza la colpa è tutta mia, i ragazzi hanno fatto quello che gli avevo chiesto. Chiedo scusa a tutto il popolo di Rimini perché so che ci tenevano tutti a questa partita, ci tenevamo anche noi a dare una gioia alle persone che sono qui allo stadio e che ci seguono".

Oggi si è visto un atteggiamento diverso, al di là dei limiti della squadra, che sono sempre gli stessi. È successo qualcosa a livello societario che vi ha destabilizzato? "Diciamo che qualcosa succede sempre. Ci sono sempre situazioni societarie che sappiamo che un pochino possono spostare. Però non dobbiamo prenderci questo alibi. Eravamo più spenti. Torno a ripetere, la responsabilità è mia perché se altre volte sono riuscito a dare un segnale, anche a comunicare per accendere quel fuoco, oggi eravamo un pochino più spenti, quindi, torno a ripetere, la colpa è mia, avrei dovuto fare di più".

Ha giocato con il solo Boli in attacco, con Leoncini tra le linee. "Una scelta dovuta a quello che poteva essere il piano gara per avere un centrocampista in più molto fuori, quindi mettere in difficoltà con Leoncini, piuttosto che alzare un attaccante avere un centrocampista che svariava tra le linee. A tratti secondo me è stata anche una buona soluzione. E non nego che era anche un modo per fare un centrocampo più maturo e al tempo stesso tenere delle armi da usare a partita in corso, come Capac, che sia che la partita si mettesse bene sia che si mettesse male poteva essere quel giocatore che ti avrebbe potuto dare qualcosa di diverso. Torno a ripetere: l'avevamo pensata così. Oggi non è andata. Faremo un'analisi su quello che non è andato, però torno a ripetere: secondo me è stata più una questione di umore, di cuore, di anima, eravamo meno Rimini di quello che effettivamente siamo stati fino adesso".

È mancata in effetti quell'esuberanza che si era vista nelle gare precedenti, una squadra che è sembrata più preoccupata rispetto alle altre uscite. "Quella fiamma che abbiamo tenerla sempre alimentata non è facile, un po' è fisiologico che ogni tanto cali, non può essere costante sempre nello stato d'animo, nell'intensità, nelle vibrazioni che hai. Devo dire che comunque se dovessi ripensare alla partita abbiamo avuto delle sbavature: il primo gol penso a un rinvio del portiere, quindi una situazione di controllo, quindi sappiamo già dove abbiamo sbagliato. Quello mi fa pensare a una situazione più di disattenzione, poco focus su quello che sono le nostre cose. Abbiamo steccato forse per la prima volta la partita da un punto di vista dell'atteggiamento, da un punto di vista dell'abnegazione, dell'attenzione. Poi è vero che altre volte anche abbiamo fatto errori su questo aspetto, penso che anche a Campobasso: se nei primi cinque minuti ci avessero fatto gol su quel cross forse la partita si sarebbe messa in un altro modo. Noi abbiamo ad oggi nel nostro percorso la sensazione che nel momento in cui abbiamo un calo di attenzione, un momento in cui non anticipiamo quello che potrebbe essere l'azione e reagiamo, arriviamo sempre un momento dopo e possiamo rischiare di prendere gol, com'è successo oggi, che ne abbiamo presi due, ma è successo uguale anche a Ravenna, dove comunque vuoi o non vuoi la prestazione l'avevi fatta, ma gli avversari sono stati più bravi, più furbi, hanno anticipato prima di noi quello che stava per accadere. Quindi questa è una cosa di cui prendiamo atto, per portare avanti il nostro percorso dobbiamo sicuramente migliorare questa situazione, io in primis trovare il modo e la chiave per far sì che non accadano queste situazioni".

Il rammarico è che il Rimini visto in altre occasioni aveva le caratteristiche giuste per portare a casa un risultato diverso. "Sono d'accordo perché effettivamente non abbiamo scuse. Era una partita che avremmo potuto giocarci molto meglio. Anche il fatto di aver preso il secondo gol, saremmo potuti rimanere sull'1-0, la partita era ancora lunga. Non abbiamo alibi. Io in primis mi prendo le colpe, i ragazzi sono anche giustificabili perché non possiamo chiedergli ogni volta un rendimento alto dal punto di vista mentale, non giudico l'errore tecnico, non giudico l'errore tattico, giudico un'attenzione, un focus sempre alto, uno stato emotivo sempre importante. Non lo fa nessuno e non possiamo pretenderlo nemmeno noi con le problematiche che abbiamo".

Fa un po' specie perché sembra essere il momento clou per la cessione. "L'analisi che faccio è che quando parti giustamente vivi di quella novità, di quella voglia di ruggire, di uscirne fuori con cattiveria, con foga. Poi è naturale che quel tipo di fuoco iniziale, quel tipo di passione, si possa affievolire e possano venire fuori delle situazioni psicologiche che un pochino ti svuotano. Oggi, se devo dire un termine, eravamo un poco svuotati. Non so se è una questione societaria, se è una questione nostra di approccio. Torno a ripetere: la partita di oggi non è giustificabile perché avremmo potuto fare meglio".

A fine partita avevate intenzione di giocare la seconda card per il F.V.S.? "Sì, Lepri aveva sentito una strattonata, però anche lui ha detto che è stata lieve. Allora a quel punto non c'erano le motivazioni per stare ad allungare la situazione. Ci siamo resi conto che forse avrebbe potuto essere più un modo per provarci, ma non avrebbe avuto effetto".

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