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Calcio Prima Categoria

Mister Girometti: "Il Victoria è vivo, ma deve cambiare mentalità"

In foto: Massimo Girometti
Massimo Girometti
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 3 min
Mer 14 Gen 2026 18:34 ~ ultimo agg. 18:37
Tempo di lettura 3 min

𝐌𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐆𝐢𝐫𝐨𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐢𝐜𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚. 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐁𝐚𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢𝐩𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐠𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐱 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐚𝐫𝐢, 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚?
“La squadra è viva, abbiamo cercato di azzerare tutto e ripartire, ho lavorato molto sulla testa dei ragazzi perché è da lì che passa tutto. Il Victoria deve cambiare mentalità. Dobbiamo fare qualcosa di più, lo dicono i numeri, il valore della rosa autorizza a pensare alla riscossa, all’obiettivo playoff, anche se gli avversari non mancano: a parte Torconca e Collinello, le altre si equivalgono. Dipende tutto da noi. Bisogna mettere da parte il proprio io, gli individualismi, e ragionare con il noi, essere più squadra possibile, cosa che forse negli ultimi tempi il Victoria non è stato e non per colpa del collega Pellegrino. Alla fine sono i giocatori che vanno in campo, sono loro che devono tirarsi fuori da questa situazione”.

𝐏𝐞𝐧𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐨𝐬𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐛𝐨𝐨𝐦𝐞𝐫𝐚𝐧𝐠?
“È un vantaggio sulla carta soprattutto quando sei alle prese con gli infortuni e mi pare che al Victoria ce ne siano spesso (Halilaj e Filippi sono out, Alessandro Rossi è acciaccato, Perazzini non al meglio), noi dobbiamo farlo diventare sul campo. L’allenatore fa le sue scelte e i giocatori devono accettarle consapevoli che si può essere importanti allo stesso modo anche partendo dalla panchina. Lamentele e mugugni non portano da nessuna parte. Al mio arrivo è stato chiesto chi volesse fare le valigie: tutti sono voluti rimanere e allora tutti insieme dobbiamo tirare dalla stessa parte. La società mi riferisce che in estate tutti hanno accettato di far parte di una rosa lunga, con molta concorrenza, ebbene allora adesso tutti devono accettare le mie decisioni e dimostrare sul campo di meritare la maglia da titolare. La squadra per quattro mesi deve stare unita, ciascuno mettersi al servizio del compagno con umiltà, spirito di sacrificio, attenzione il più possibile elevata. Il Victoria, che ringrazio per questa opportunità che mi permette di farmi conoscere meglio anche in Romagna visto che ho allenato nelle Marche per gran parte dei miei 35 anni da mister, è una società modello a questi livelli, seria, che non fa mancare nulla. Va tenuta stretta”.

𝐒𝐮 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚?
“Abbiamo avuto qualche contrattempo durante la sosta, che paraltro in questo periodo caratterizza ogni squadra: vacanze, infortuni, la neve. Ho visto risposte positive, abbiamo lavorato molto con la palla, ci sono giuste motivazioni, entusiasmo. Sabato farò giocare chi dal punto di vista fisico mi assicura le maggiori garanzie. De Queiroz è in ripresa, mi dirà lui se se la sente di giocare, di certo non intendo rischiarlo per perderlo poi a lungo”.

𝐃𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐕𝐢𝐜𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚?
“Da giocatore ero un attaccante, mi piace un calcio offensivo, il che non significa buttarsi in avanti a testa bassa, senza criterio. Si può giocare con due punte ed un trequartista, ma in fase difensiva bisogna esserci: attaccare in cinque, difendere in cinque. Se gli esterni spingono, vanno coperti. Ho visto diverse partite del Victoria, ebbene alcuni pareggi e sconfitte sono maturate per errori di reparto ed individuali. Da spettatore ho notato che al Victoria piace specchiarsi, allora via inutili fronzoli e maggiore concretezza. Dobbiamo essere una squadra solida, che deve credere di più nelle proprie qualità: la classifica non rispecchia il nostro valore. Il mio compito è tirare fuori il massimo da ciascuno dei miei giocatori”.
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