L'Emilia-Romagna chiude seconda al 4° Trofeo della Patrona, vince la Lombardia
La Lombardia si aggiudica meritatamente il “4° Trofeo della Patrona”, manifestazione per selezioni regionali maschili Under 15 che si è disputata dall’11 al 13 settembre nell’appennino bolognese e precisamente nei comuni di Alto Reno Terme e Lizzano in Belvedere.
Nella finale, i biancoverdi hanno sconfitto i padroni di casa dell’Emilia-Romagna per 107-101 al termine di un match emozionante che ha messo in luce alcune promesse del basket nazionale. Sul gradino del podio sale anche il Veneto, che nella “piccola finale” ha battuto il Lazio per 85-71.
FINALE 1°-2°
EMILIA ROMAGNA – LOMBARDIA 101 - 107
(27-34; 57-53; 78-74)
Emilia-Romagna: Frignani (Vis 2008 Ferrara) 19, Rota (Reggiana), Secchiaroli (Virtus Bologna) 4, Ruggeri (I.B. Rimini) 20, Bragaglia (Virtus Bologna) 33, Longo (BasketReggio) 8, Fascetti (Virtus Bologna) 9, Zahora (Reggiana) 4, Dragotto (Vis 2008 Ferrara) ne, Vasini (Fulgor Fidenza), Squadrani (I.B. Rimini) 4, Tartari (Reggiana). All. Catrambone.
Lombardia: Montrasio 10, Chiapparini 6, Santonastasi 2, Ratti 2, Iovino 6, Scimia 27, Pagnoncelli 7, Croce 29, Sylla 2, Bianchetti 3, Taverna 3, Conti 10. All. Semoventa.
Chi vince festeggia, chi perde, generalmente, spiega, ma la nostra regione deve comunque vedere il bicchiere mezzo pieno. I nostri ragazzi, in 9 mesi, sono cresciuti esponenzialmente e mai, alla viglia, si sarebbe pensato che la finale, tra l’altro non certa, sarebbe stata così equilibrata. Il tabellino premia Bragaglia, Ruggeri e Frignani, ma tutti i ragazzi hanno dato l’anima per sovvertire un pronostico chiuso alla vigilia. Per i vincitori, standing ovation per la coppia Croce-Scimia, autrice di 24 punti nella decisiva ultima frazione.
Dopo le prime schermaglie (5-3), è la formazione ospite a prendere in mano le redini dell’incontro grazie ad un incontenibile Croce (12 punti nei primi dieci minuti). In svantaggio per 9-16, l’Emilia-Romagna, con Ruggeri, Frignani e Bragaglia, si riporta a contatto (22-23), ma le ultime curve della frazione sono favorevoli ai biancoverdi (27-34).
Si riparte sempre a ritmi forsennati, ma i padroni di casa sembrano aver preso le misure, tanto che prima impattano a quota 38 e poi mettono la freccia arrivando anche +6 (55-49), con Bragaglia inarrestabile e con Squadrani (duecentoquattro centimetri) vero totem sotto i tabelloni.
L’onda lunga prosegue nel terzo quarto, con Bragaglia sempre sugli scudi, ben supportato da Frignani e Ruggeri. Il tabellone segna, al 25’, un sorprendente 71-58, ma la partita è ben lungi dall’essere terminata.
La Lombardia reagisce da grande squadra e quando capisce che i locali sono un po’ in difficoltà, azzannano trascinati dalla coppia Croce-Scimia. Dall’86-84 del 34’, si passa all’86-94 di centoventi secondi dopo. L’Emilia-Romagna ha una reazione (92-96), ma non c’è più nulla da fare e gli ospiti portano a casa il meritato trofeo.
FINALE 3°-4°
LAZIO – VENETO 71 - 85
(17-24; 41-41; 59-61)
Lazio: Marmari, Panella, Romeo, Tavone, Costantini, Lapietra, Volpe, Zampetta, Capanna, Natoli, Capaldo Corsi, Balletta. All. Fanciullo.
Veneto: Petrelli, Vettorello, Ruggiero, Pizzato, Zattoni, Eguasa, Cortese, Folegotto, Tosetto, Vettori, Bacchin, Zanotti. All. Salvato.
Il Veneto conquista meritatamente la terza poltrona, sconfiggendo il Lazio. Forse il +14 finale è troppo punitivo per i ragazzi di coach Fanciullo, ma, come era accaduto nella semifinale con l’Emilia-Romagna, il Lazio è calato vistosamente alla distanza. Molto bene la coppia Ruggiero-Eguasa per i vincitori, mentre, tra le file degli sconfitti, oltre al solito noto Costantini, si sono fatti notare i due play, Marmari e Panella.
Pronti, via e 7-0 Lazio firmato completamente da Costantini. Il Veneto, appoggiandosi sull’esuberanza di Eguasa, mette la testa avanti già al 6’ sul 13-14 e poi mantiene il comando delle operazioni fino al +11, 26-37, del 15’.
Il play Marmari (9 punti nel periodo) scuote i compagni e con un parziale di 15 a 4, le due squadre vanno negli spogliatoi in assoluta parità a quota 41.
Ripresa e match in assoluto equilibrio e sembrava che si sarebbe arrivati ad un finale in volata e invece, sul 62-63, c’è l’allungo del Veneto, anche perché il Lazio fatica a vedere il canestro.
La tripla di Eguasa, a novanta secondi dalla fine, mette fine ad ogni discorso (69-78) e le ultime curve sono una galoppata per i “gialli”.
FINALE 5°-6°
FRIULI VENEZIA GIULIA – PIEMONTE 92 – 89 dts
(13-25; 32-48; 59-65; 80-80)
FVG: Baici 20, Wang 6, Bernardi 3, Gusparo 16, Grandene, Micalich, Cinat, Zuliani, Barel 36, Braida, Faelli Bernal 11, Stanojevic. All. Crosetta.
Piemonte: Schiavon 2, Cravero 3, Moia, Cavagna 22, Stuardi 17, Zucca 9, Fissore, Rainelli 3, Fiore 6, Stellari 8, Diouf 15, Toselli 4. All. Coraluzzo.
Il Friuli Venezia Giulia agguanta il quinto posto al termine di una classica partita di settore giovanile, dove è successo tutto ed il contrario di tutto. Il Piemonte aveva la partita in mano (+11 a sei minuti dalla fine), ma aveva già rischiato di perderla al termine dei regolamentari, quando l’Mvp Barel aveva fatto 0/2 dalla lunetta a 9” dal gong.
Nel supplementare, subito parziale dei piemontesi di 6-0 in un minuto, ma la loro partita finisce, in attacco, virtualmente in quel momento, anche se, proprio allo scadere, Diouf ha avuto, dall’angolo, la possibilità di impattare.
Il Piemonte aveva subito fatto la voce grossa: 2-9 dopo appena cento secondi e 4-17 a metà quarto. La coppia Gusparo-Barel riporta sotto i “gialli” (11-17), ma i ragazzi di coach Coraluzzo riallungano chiudendo il periodo sul +12 (13-25).
Il Friuli Venezia Giulia compie il massimo sforzo nella prima parte della seconda frazione, difendendo molto bene e puntando in attacco sul solito trio Gusparo-Barel-Faelli Bernal (24-27 al 15’).
Cavagna, Stuardi e Zucca rimette, però, le cose a posto e così, la formazione “ospite” va al riposo su un rassicurante +16 (32-48).
Il Piemonte, però, rimane con la testa negli spogliatoi, il FVG, pian piano, si rimette in scia grazie al play Baici (20 punti nei secondi venti minuti). La terza frazione si chiude sul 59-65 ed i ragazzi in maglia blù, come già scritto sopra, sembravano aver chiuso ogni discorso sul 64-75 al 34’.
Errore, Barel si scatena ed impatta, praticamente da solo, a quota 80 ad un minuto dalla sirena. Errori, poi, in entrambe le metà campo, con Barel che fallisce i tiri liberi della vittoria e col Piemonte che perde l’ultimo possesso.
L’overtime, come ieri, premia il Friuli Venezia Giulia, che non si abbatte dopo il parziale iniziale di 0-6, impatta rapidamente a quota 86 e poi sembra chiuderla col solito Barel, ma il Piemonte non molla ed ha, con Diouf, la possibilità di allungare ancora la sfida, ma non ha fortuna.
FINALE 7°-8°
MARCHE – TOSCANA 62 - 90
(14-22; 36-41; 48-68)
Marche: Zucconi, D’Astore, Amagliani 6, Ologbo 13, Gasparini, Baioni 14, Cinalli 14, Filonzi, Catozzo, Rossi 3, Carnevale 10, Bitocchi 2. All. Cagnazzo.
Toscana: Rocco, Meini 20, Cheffey, Panichi 1, Prampolini 6, Giannetti, Salvatori 9, Burchielli 4, Pieroni, Casetta 16, Matteoli 19, Filippeschi 15. All. Corbinelli.
La Toscana batte 90-62 le Marche e chiude il Trofeo Madonna del Ponte con la sua prima vittoria, che vale il settimo posto finale. Lo spartiacque del match è stata la terza frazione, in cui – dopo essere stata riacciuffata al culmine di un lungo inseguimento – la squadra di coach Corbinelli ha assestato una poderosa spallata, volando a +20 a 10’ dalla fine sulle ali di Meini e Filippeschi. Un +20 che ha, di fatto, chiuso con largo anticipo le ostilità.
Proprio la Toscana ha provato già nel corso del primo tempo, grazie a un’eccellente difesa, a fare la differenza, toccando il primo vantaggio in doppia cifra sul 25-14. Aggrappandosi ai guizzi di Ologbo e alle triple di Baioni, però, le Marche non si sono arrese e hanno risalito la china rientrando addirittura a -1.
Immediata la replica di Mattioli, che ha messo la sua firma sul +5 toscano di metà gara. Al ritorno sul parquet, le Marche hanno provato per l’ennesima volta a cambiare passo piazzando il 7-0 dell’agognato sorpasso.
Un vantaggio biancoblù durato però un fazzoletto di pochi secondi, perché, all’improvviso, sono saliti in cattedra prima Filippeschi e poi Meini, i quali hanno apposto la loro griffe sulla nuova fuga toscana.
Un +20 all’apice di un 27-12 di parziale nel terzo quarto, che ha di fatto indirizzato in maniera decisiva le sorti della partita. La Toscana non ha infatti più mollato le redini del match, toccando il massimo vantaggio sull’81-53.










