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Supercoppa LNP a Ravenna

La preview della semifinale tra Dole Basket Rimini e CMT Orange Tools Pesaro

In foto: Dole Basket Rimini-Pesaro
Dole Basket Rimini-Pesaro
di
Matteo Parma
   
Tempo di lettura 6 min
Tempo di lettura 6 min

La Dole Basket Rimini torna in campo ma, questa volta, si ricomincia a fare sul serio: il primo impegno ufficiale è la semifinale della Supercoppa LNP contro la CMT Orange Tools Pesaro, in programma stasera alle 21.15 al Pala De Andrè di Ravenna. I biancorossi hanno disputato un preparazione convincente e, soprattutto, non sono incappati in stop fisici, la vera prerogativa dello staff dopo i problemi della passata stagione. RBR ha affrontato prima uno scrimmage con l'Andrea Costa Imola, per poi alzare il livello contro la Virtus Bologna (sconfitta 77-81), contro la stessa Pesaro (pareggio 89-89, con Rimini che durante la gara ha toccato anche il +20) e contro la T Tecnica Gema Montecatini (successo per 94-78). 

Se i romagnoli possono essere soddisfatti di questo avvicinamento ai primi appuntamenti, lo stesso non possono dire i marchigiani. Coach Valli ha dovuto fare i conti con gli infortuni del neo-capitano Matteo Tambone (frattura del quinto dito della mano destra) e di Mikk Jurkatamm in nazionale (trauma distorsivo al ginocchio sinistro, operazione già eseguita), due membri importanti del quintetto titolare. Inoltre, la Vuelle è stata l'ultima società di Serie A2 a chiudere il reparto stranieri: Tevion Mack ha firmato con la CMT Orange Tools, ma non sarà a disposizione per la Supercoppa a causa di un ritardo nel tesseramento. Tutti questi ostacoli hanno provocato diversi saliscendi nelle prestazioni della VL nelle amichevoli: la squadra è passata dai successi contro Loreto (89-63) e Cividale (91-89) a sconfitte pesanti contro Forlì (68-88) e Virtus Bologna (67-110), senza dimenticare il pareggio sopracitato con Rimini. Inutile, però, trarre delle conclusioni dai risultati pre-stagionali: entrambe le squadre hanno cambiato pelle e avranno bisogno di tempo per costruire una nuova amalgama.

Le novità e i cambiamenti nei due roster

La Dole Basket Rimini, come ampiamente prevedibile, ha deciso di cambiare tutto il reparto dei non formati, oltre ad aggiungere due pezzi importanti nel gruppo degli italiani. Coach Dell'Agnello, però, può contare su uno zoccolo duro ben preciso: Giovanni Tomassini e Pierpaolo Marini hanno deciso di rimanere in Romagna insieme a Davide Denegri, Alessandro Simioni e Giacomo Leardini, confermando l'identità del roster biancorosso.
A dare man forte sono arrivati Saverio Bartoli e Mattia Udom, oltre ai giovani Matteo Lenci e Simone De Gregori. Il playmaker ex Scafati è un giocatore che Rimini aveva seguito anche nella passata stagione: la sua fisicità e i suoi centimetri mancavano particolarmente nel pacchetto esterno della Dole che, in finale playoff contro Verona, ha subito da questo punto di vista contro McGee e Zampini. Per quanto riguarda l'ala in uscita dalla Vanoli Cremona, non c'è bisogno di grandi presentazioni: Udom è un lusso per il campionato di Serie A2 per la sua struttura fisica, la sua duttilità e la sua presenza in entrambe le metà campo.

I grandi cambiamenti, come detto, sono arrivati nei due slot riservati agli stranieri: Ivan Alipiev e Zahir Porter non sono stati confermati, così come Mark Ogden, ancora alle prese con un problema al piede. Il Direttore Generale Renato Nicolai aveva dichiarato che la società avrebbe cercato due profili con esperienza europea nei ruoli di pivot e di ala piccola: promessa mantenuta. Sotto canestro è arrivato DeShawn Stephens, centro classe 1989 che conosce benissimo il nostro paese avendo indossato le maglie di Fortitudo Bologna, Scafati, Sassari, Treviso e Forlì, con cui ha chiuso la passata stagione. Il nativo di Los Angeles ha caratteristiche molto chiare: buoni movimenti spalle a canestro, ottimo tagliante dopo il pick and roll, grande rapidità e atletismo di alto livello per la seconda lega nazionale. Il tallone d'Achille è la percentuale dalla lunetta: l'anno scorso ha chiuso con un pessimo 33/76 nei suoi mesi a Forlì.
L'ultimo innesto del mercato biancorosso porta il nome di Cody Demps, ala piccola reduce da due annate all'Hapoel Beer Sheva nel primo campionato israeliano a quasi 14 punti di media per allacciata di scarpe. Il californiano non è uno specialista, ma un giocatore in grado di fare praticamente tutto sul parquet. L'americano non ha disputato nessuna amichevole ed è stato inserito con calma per evitare qualsiasi tipo di infortunio: il suo esordio avverrà proprio stasera con ogni probabilità.

La Vuelle, invece, ha stravolto completamente il roster che l'anno scorso ha sfiorato la vittoria del campionato. La società ha deciso di cambiare la guida tecnica e di affidare la panchina a Giorgio Valli, coach con esperienza anche in LBA. Successivamente, Pesaro non è riuscita a trattenere giocatori importanti come Lorenzo Bucarelli (trasferitosi a Udine in A1), Octavio Maretto (direzione Reyer Venezia), Alessandro Bertini (a Trento), Simone Aromando (a Sassari) e Nicolò Virginio (NCAA), ma ha comunque mantenuto dei perni importanti come Matteo Tambone e Regimantas Miniotas, uno dei migliori lunghi della passata stagione. I marchigiani in regia hanno deciso di puntare su un mix di esperienza e gioventù: il titolare sarà Andrea De Nicolao, mentre dalla panchina usciranno Stefano Trucchetti (classe 2006) e il neo arrivato Matteo Accorsi (2007), tra l'altro ex compagno di Lenci nelle giovanili della Virtus Bologna. I realizzatori della squadra saranno Gabriele Stefanini, Tevin Mack, Niccolò De Vico e il solito Tambone, mentre Jurkatamm avrà compiti più difensivi. Sotto canestro, oltre alla struttura fisica di Miniotas, ci saranno i 211 centimetri di Cheick Yaya Sissoko e i 216 di Dut Biar Andrea Mabor: un trio assolutamente da non sottovalutare nelle due aree. 

Le possibili chiavi tattiche del match

Nell'amichevole disputata nella palestra Fontanelle di Riccione, coach Valli aveva iniziato la gara con il doppio lungo Miniotas-Mabor per sfruttare la maggior fisicità dei suoi contro quella degli avversari. In quell'occasione, però, Udom e Stephens erano riusciti ad arginare i centimetri avversari e l'allenatore ex Napoli non aveva più riproposto l'esperimento durante il match. Uno dei motivi del cambio tattico riguardava la difficoltà dei lunghi pesaresi nell'uscire sui tiratori romagnoli: Tomassini, Denegri e lo stesso Udom avevano colpito ripetutamente dall'arco, alzando il ritmo quando possibile. Rimini aveva toccato anche il +20 e sembrava in totale controllo del match, ma un calo di tensione in difesa e uno Stefanini in versione MVP avevano riportato i marchigiani a contatto, fino a chiudere l'incontro addirittura in parità. Dell'Agnello nel post-partita non aveva nascosto la sua insoddisfazione per questo "crollo", pur ammettendo che fosse normale in giorni in cui si carica parecchio sulle gambe. La sensazione è che la Dole abbia molte più armi a disposizione rispetto alla Vuelle, soprattutto per le tre assenze pesanti in casa CMT Orange Tools, ma la Supercoppa è il trofeo più imprevedibile e RBR dovrà mantenere la concentrazione al massimo per conquistare la finalissima di domenica contro la vincente tra Fortitudo Bologna e Cividale.

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