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Dole Basket Rimini

La diretta testuale della conferenza stampa di Mattia Udom e Giorgio Broglia

In foto: Presentazione Mattia Udom e Giorgio Broglia
Presentazione Mattia Udom e Giorgio Broglia
di
Icaro Sport
   
Tempo di lettura 5 min
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Continuano le presentazioni dei nuovi arrivati in casa Dole Basket Rimini. Questa mattina, nel quartier generale della gelateria "La Romana", parlano Mattia Udom, ala classe 1993 reduce da una stagione tra Bergamo (in Serie A2) e Vanoli Cremona (in LBA), e Giorgio Broglia, nuovo team manager biancorosso per l'annata 2026/2027. Di seguito, la diretta testuale della conferenza stampa:

Mattia Udom: Il tuo sogno da bambino? "Il mio sogno da bambino era quello di raggiungere l'NBA, ma la verità è che io sono un ragazzo che vuole stare con i piedi per terra, il mio obiettivo è quello di trovare sempre il tempo per la famiglia e per stare con chi mi vuole bene".

Per quale motivo hai scelto proprio Rimini? "Ci sono tanti motivi per cui ho scelto Rimini: ho visto tanto calore al Flaminio quando sono venuto a giocare con Bergamo l'anno scorso. Quando è arrivata la chiamata, ho pensato alla solidità della società e agli obiettivi raggiunti negli anni precedenti e non ho esitato un attimo. Penso che questa sia una delle squadre più importanti della Serie A2 e io sono uno che vuole sempre competere per qualcosa, quindi è stata una scelta abbastanza facile".

Quali sono le tue caratteristiche in campo: "Una cosa che mi ha caratterizzato per tutta la carriera è la parte difensiva: parlo tanto in campo e cerco di aiutare tutti in campo con la mia esperienza. Negli ultimi anni sono cresciuto anche a livello offensivo e sono a disposizione del coach per qualsiasi cosa: sono un ragazzo pronto a lasciare tutto sul campo".

Come ti stai ambientando a Rimini? "Come città è una delle più belle che potessi desiderare per giocare. La conoscevo già perché sono stato alcune volte in estate, mia moglie ha casa a Riccione ed essere in un ambiente così appassionato di basket è una spinta in più sicuramente"

In una squadra in cui in tanti si dividono in più ruoli, tu sei più un 4 classico: nelle tue caratteristiche potresti adattarti più nello spot di ala piccola o come centro? "Nella mia carriera ho fatto sempre il 4 o, all'occorrenza, il 5. Difficilmente ho fatto il 3 nel mio percorso e penso che la squadra sia ben coperta, ma se il coach avrà bisogno, io sarò sempre a disposizione".

Come hai trovato la squadra e quali sono i punti di forza secondo te? "I punti forti sono tanti: il reparto italiani è importante e abbiamo aggiunti due stranieri di livello. Abbiamo tante opzioni da utilizzare in base agli avversari, questo può fare la differenza. Conoscevo già alcuni giocatori come Tomassini, con cui ho giocato a Verona, e Pier (Marini, ndr.) con cui ho giocato in nazionale sperimentale. Ho conosciuto anche Jack Leardini e ho capito che può essere un altro atleta che ci aiuterà tantissimo: a Rimini lo sapevate già, ma io l'ho scoperto ancora di più in allenamento".

Cosa bisogna fare per arrivare pronti agli appuntamenti ufficiali? "In questa fase è tutto facile: poche domande, siamo nelle mani dello staff e del coach e sanno cosa dobbiamo fare per arrivare pronti ad inizio stagione. Noi dobbiamo solamente prenderci cura del nostro corpo ed essere pronti ad ascoltare, essere disponibili e darci dentro in allenamento".

Quali sono le principali tre contender per la promozione secondo te? "Penso che ci siano squadre importanti come Fortitudo, Brindisi e Livorno. Il campionato è pieno di talento e bisognerà affrontare ogni partita con la massima concentrazione".

Compirai 33 anni, ma pensi di poter crescere ancora? "Penso assolutamente di sì, un giocatore può crescere sempre, soprattutto a livello mentale. Adesso ho grande esperienza alle spalle, ho fatto degli step in avanti nella cura del corpo e penso di poter giocare la mia miglior pallacanestro in questo momento". 

Un'impressione sui due americani? "Cody (Demps ndr.) purtroppo lo abbiamo visto poco. Deshawn (Stephens, ndr.) è un giocatore che ci porta tanta esperienza, atletismo ed è un giocatore non egoista. Si mette sempre a disposizione della squadra e penso possa dare una grande mano".

Giorgio Broglia: Nuove sensazioni sul nuovo ruolo? "Iniziare con gli Angels l'anno scorso da dirigente è stato molto formativo. Questa opportunità con RBR è nata subito e, dopo aver parlato proprio con gli Angels, ho deciso di accettare questa occasione. Passare dal campo alla scrivania è strano sicuramente. In RBR ricordo bene la stagione in Serie C, quindi è un onore poter aiutare e contribuire alla crescita di questa società: è stata una scelta che ho preso in neanche mezz'ora".

Le cose che ti hanno sorpreso di più in questo nuovo ruolo?: "Per me stare a fianco a Nicolai è come andare a scuola. In questo momento c'è tanto lavoro, tante cose da organizzare, ma l'impatto è stato ottimo e stare a contatto con la squadra mi piace tanto. Per quanto riguarda i nostri obiettivi, non mi voglio sbilanciare ma puntiamo a stare ai massimi livelli e non vedo l'ora di vederli in partite ufficiali".

Hai pensato alla carriera da allenatore? Qual è l'aspetto che ti spaventa di più di questo incarico? "Non ho mai pensato al ruolo di allenatore, preferisco crescere sotto il punto di vista dirigenziale. Non ho grandi paure per quanto riguarda questo lavoro: ho Renato (Nicolai ndr.) al mio fianco che mi aiuta, quindi posso stare tranquillo e imparare".

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