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Concessioni balneari. Tempi stretti per gli operatori

In foto: repertorio
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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L’Emilia-Romagna è la regione con il maggior numero di stabilimenti balneari in Italia (1.052), realtà che rappresentano il 14,5% del totale nazionale. Ravenna (186), Rimini (154) e Cervia (150) guidano la classifica regionale dei “bagnini”. Queste realtà danno lavoro mediamente a 6,5 addetti per ogni stabilimento balneare. Ovvero almeno 7mila occupati. Nelle Marche il numero di queste attività si attesta a 904.

A ricordare i numeri è lo studio di consulenza aziendale Skema di Rimini che da tempo incontra bagnini e operatori del turismo per informarli sui prossimi passi da compiere per le nuove assegnazioni concessioni balneari e ha creato una divisione aziendale ad hoc composta da un team multidisciplinare di professionisti.
Scadenze non più rinviabili perché le pubblicazioni dei bandi di gara dei Comuni sono in arrivo e per le quali occorre partire subito per non farsi trovare impreparati, ricordano Gabriele Baschetti e Stefano Fabbri, fondatori e partner di Skema. Si tratta di “Un Bando regolato da norme precise e vincolanti dove la “forma è sostanza” e non ci si può permettere nessun errore, anche minimo. Il suo risultato stabilirà, infatti, rinnovi, cessazioni o nuove assegnazioni delle concessioni balneari. Per ogni partecipante sarà necessario svolgere una verifica preliminare dei requisiti e della documentazione per la partecipazione ai bandi volta a capire come affrontare eventuali cause di esclusione alla gara. Realizzare un’analisi dei dati e informazioni contabili, gestionali e fiscali per la predisposizione del Piano Economico Finanziario (PEF) dell’impresa, oltre all’eventuale presentazione di un progetto tecnico sulle componenti immobiliari.
Ma non è tutto: a questi si aggiungono le iscrizioni o registrazioni a piattaforme, portali, fascicoli elettronici, e di quanto dovesse essere richiesto dal Bando. È quindi evidente che il tempo gioca un ruolo fondamentale: considerando che, dalla pubblicazione del bando, le procedure di gara si terranno in un range di 30-60 giorni, non essere pronti sin da ora espone il partecipante a grossi rischi. Dubbi, perplessità, fastidio e quant’altro devono essere lasciati alle spalle – concludono Baschetti e Fabbri – soprattutto bisogna essere coscienti che dall’uscita di un bando comunale alla sua chiusura, ci saranno tempi stretti, e sarà necessario essere già pronti a affrontarlo”

un incontro Skema

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