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conflitto israelo-plestinese

Omicidi nella parrocchia di Gaza, anche il Vescovo Anselmi chiede la pace

di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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I vescovi del Coordinamento per la Terra Santa, di cui fa parte anche il vescovo di Rimini, Nicolò Anselmi, hanno rilasciato una dichiarazione dopo che due donne cristiane sono state uccise in un attacco di cecchini al complesso della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza il 16 dicembre 2023.

“Il Coordinamento dei Vescovi di Terra Santa – si legge – è rimasto profondamente scioccato e addolorato per l’uccisione da parte di cecchini, il 16 dicembre, di due donne cristiane che si rifugiavano nel complesso della chiesa della Sacra Famiglia, a Gaza. I messaggi sono stati immediatamente inviati al Patriarca, Sua Eminenza il Card. Pierbattista Pizzaballa, e al Parroco, Don Gabriel Romanelli”.

“Il Coordinamento Terra Santa è stato accolto calorosamente da sacerdoti e parrocchiani in numerose occasioni. Abbiamo testimoniato in prima persona la fede e l’impegno dei pochi parrocchiani rimasti; e la cura dedicata da parte delle Missionarie della Carità di una cinquantina di disabili profondi che vivono nel convento attiguo alla chiesa. La profanazione di questo complesso e la distruzione del convento delle suore, ‘segnalato’, secondo il Patriarca, ‘come luogo di culto già da prima dell’inizio della guerra’, è profondamente inquietante. La sparatoria a sangue freddo di Nahida Anton e Samar Antoun, una madre e una figlia che cercano di entrare in convento è insondabile“.

“I vescovi del Coordinamento Terra Santa rappresentano un’ampia gamma di paesi, ogni vescovo è impegnato a favore di una pace giusta per tutti e a tenere la difficile situazione dei cristiani di Terra Santa in prima linea nelle preoccupazioni dei loro governi. Visitiamo regolarmente la Terra Santa per rassicurare questi cristiani che non sono dimenticati. Cerchiamo anche di comprendere meglio, e in prima persona, le realtà vissute dalle persone di tre fedi abramitiche che condividono questa Terra; per sondare la possibilità di speranza in una soluzione a due Stati.”

Le atrocità perpetrate contro gli ebrei israeliani il 7 ottobre e la successiva uccisione da parte delle forze di difesa israeliane di quasi 20.000 abitanti di Gaza, di cui il 70% erano donne e bambini, sembrerebbero mettere a repentaglio profondamente le prospettive di una simile risoluzione di questo conflitto profondamente radicato. Tuttavia, l’imminente celebrazione della nascita del Nostro Salvatore, avvenuta duemila anni fa, nel cuore della Cisgiordania, dovrebbe servire da incentivo per le persone di fede, in tutto il mondo, a invocare lo Spirito Santo con sempre più fervore per muovere i cuori di tutti coloro che può esercitare influenza su queste terre e trovare un modo per far cessare le ostilità da tutte le parti”.

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