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46enne rischia il processo

Investe un'anziana, poi la carica in auto e inscena un salvataggio

In foto: il tratto di via della Repubblica, dove avvenne il sinistro
il tratto di via della Repubblica, dove avvenne il sinistro
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 24 giu 2023 18:01 ~ ultimo agg. 25 giu 14:53
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Ha dell’incredibile quanto accaduto ad una 75enne riminese che nell’ottobre del 2021 fu investita da un’auto sulle strisce pedonali a Rimini, in viale della Repubblica, mentre attraversava la strada portando a mano la bicicletta. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Rimini, che ha coordinato le complesse indagini svolte dalla polizia di Stato, l’autore dell’investimento, un 46enne siciliano residente in città, sarebbe stato colui che ha trascinato di peso e caricato nella sua auto l’anziana ferita per poi darsi alla fuga. Con la complicità di un suo dipendente – un 59enne riminese anche lui indagato – avrebbe inscenato una salvataggio e infine escogitato una falsa ricostruzione dei fatti. 

In pratica, stando al racconto del 46enne, l’anziana vagava in stato confusionale nella zona di viale Pascoli quando nella tarda mattinata del 6 ottobre di due anni fa lui l’avrebbe avvicinata, soccorsa e, con l’aiuto di un dipendente, arrivato in viale Pascoli con un furgone da lavoro, trasportata insieme alla due ruote nella sua abitazione. La 75enne, seppur ferita in maniera seria e sotto choc, riuscì a chiamare il figlio dal proprio cellulare per chiedere aiuto, comunicando di essere stata investita e poi rapita. Una telefonata durata pochi secondi, sufficienti però per permettere ai carabinieri di localizzare la donna. Che, una volta rintracciata, fu subito affidata alla cure del 118, mentre il 46enne siciliano forniva ai militari dell’Arma la sua versione dei fatti, apparsa da subito poco credibile.

L’esposto presentato in Procura dagli avvocati Marco e Monica Lunedei, che rappresentano la 75enne e i suoi familiari, ha permesso di avviare delle indagini certosine. Grazie all’individuazione di svariati testimoni oculari, all’acquisizione dei filmati di videosorveglianza della zona in cui si era verificato l’investimento e all’autorizzazione delle intercettazioni, gli investigatori della questura di Rimini hanno ottenuto le prove sufficienti per risalire al 46enne e all’amico cha l’avrebbe aiutato a depistare le indagini. Entrambi assistiti dall’avvocato Nicola De Curtis, rischiano di finire a processo. Le accuse a carico dell’investitore sono lesioni personali stradali gravissime, aggravate dall’avere la patente revocata, fuga del conducente e frode processuale. Il presunto complice, invece, deve rispondere di favoreggiamento personale. L’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Rimini, Manuel Bianchi, è stata fissata il 23 novembre prossimo.

Stando all’accusa, la Citroen C5 condotta dal siciliano avrebbe superato a forte velocità alcune auto ferme all’altezza del passaggio pedonale e centrato sulle strisce la donna, che dopo aver infranto il parabrezza dell’auto fu scaraventata sull’asfalto priva di conoscenza. L’investitore a quel punto sarebbe sceso e l’avrebbe caricata in auto. Dopo poco, un uomo in scooter sarebbe tornato sul luogo del sinistro e avrebbe fatto sparire anche la bici dell’anziana. Una scena immortalata dalla telecamere.

L’anziana investita, al termine di un calvario clinico durato 7 mesi e molteplici interventi, ha riportato una prognosi superiore a 120 giorni e un’invalidità permanente pari all’80%. Grazie ai suoi legali, che hanno avanzato una richiesta risarcitoria che supera il milione di euro, ha già ottenuto un importante acconto a titolo risarcitorio dall’assicurazione del veicolo.