Bonus. Pari (Lega): comune si faccia carico dei crediti. Magrini: Governo dice no
Resta preoccupante la situazione di imprese di costruzioni e famiglie messe in crisi dallo stop alla cessione dei crediti relativi al superbonus edilizi. Nei giorni scorsi ad intervenire era stata l’assessora del comune di Rimini Roberta Frisoni esprimendo i timori dell’amministrazione. Timori condivisi anche da Andrea Pari, consigliere comunale della Lega, secondo cui però il comune potrebbe “fare la sua parte” per superare la situazione di stallo. Pari cita l’esperienza di alcuni comuni veneti che, tramite bando, hanno acquistato i crediti d’imposta derivanti da bonus edilizi “da utilizzare in compensazione “orizzontale” a fronte dei debiti fiscali maturati dall’ente locale, mentre la Regione Sardegna sta già acquistando dalle imprese e dalle banche crediti che utilizzerà per la compensazione dei propri debiti fino alla concorrenza della capienza fiscale” spiega. Pari annuncia a tal proposito una interrogazione nel prossimo consiglio comunale “per sapere se sia intenzione intraprendere questa strada, che certamente non è risolutiva del problema, ma, in sinergia con governo centrale, altri enti locali e istituti bancari, può agevolare i processi di cessione del credito andando nella direzione dello sblocco dei cantieri“.
Ma a stretto giro arriva la bocciatura dell’assessore Juri Magrini. “Si dice che il tempismo è tutto – premette –. Ed è stato davvero poco azzeccato quello scelto dal consigliere Andrea Pari nel sollecitare la Giunta a non “lamentarsi” del preoccupante stallo relativo ai bonus edilizi, ma di agire facendosi carico dei crediti fiscali sulla scia di quanto fatto da alcuni enti locali. Peccato che l’invito a muoversi giunga proprio nel giorno in cui il ministro con delega al Pnrr Raffaele Fitto, esponente della coalizione a cui fa riferimento lo stesso consigliere, abbia di fatto chiuso la porta a questa possibilità, tanto che sarebbe allo studio un provvedimento di legge per introdurre il divieto di acquisto dei crediti fiscali dei bonus edilizi da parte di soggetti pubblici.” Secondo Magrini “la ratio di questa chiusura è condivisibile oltre che comprensibile: pur capendo lo spirito con cui alcune amministrazioni hanno scelto di percorrere questa strada, esporre all’indebitamento l’ente locale, e quindi i contribuenti, rappresenta un’operazione rischiosa e che oltretutto vedrebbe i Comuni farsi carico di competenze che non gli spettano, sostituendosi di fatto allo Stato.” L’assessore spiega poi che i richiami pubblici al caos bonus da parte dell’amministrazione non sono un modo per gettare benzina sul fuoco ma per “dimostrare come da parte di questa amministrazione sia alto il livello di attenzione sul tema che coinvolge numerosi privati e soprattutto sollecitare chi davvero ne ha le possibilità e gli strumenti, cioè lo Stato, a farsene carico mettendo a punto correttivi e nuove misure a tutela di famiglie e imprese“.












