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Discussione in aula

Bilancio Regione. Tasse ferme e fondi in più per la sanità ma la minoranza attacca

In foto: la sede dell'assemblea legislativa regionale
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 8 dic 2022 10:27
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Applaude la maggioranza mentre le opposizioni rilanciano l’allarme per il deficit in sanità. Queste, in estrema sintesi, le posizioni emerse sul pacchetto Bilancio 2023 della Regione nella discussione avvenuta in commissione Bilancio e Affari Generali. Si tratta di una manovra da 13,3 miliardi di euro, di cui 9 destinati alla sanità (con risorse aggiuntive per compensare i mancati trasferimenti da parte del governo nazionale) in cui spiccano, fra le tante voci, i 100 milioni di euro previsti per welfare e servizi ai cittadini e la conferma di tutte le misure anticrisi per nidi, esenzione ticket, trasporto pubblico gratuito per studenti nel tratto casa-scuola e per i pendolari e del Fondo regionale per la non autosufficienza (oltre 500milioni di euro). Gli investimenti aumentano a oltre 2,3 miliardi di euro, di cui più di 1 miliardo solo per il prossimo anno grazie a una forte accelerazione nella spesa dei fondi europei per il triennio 2023-2025. Inoltre, si segnala una quota di cofinanziamenti a carico del bilancio regionale che raggiunge i 373 milioni per attivare misure per quasi due miliardi di euro.

La manovra che stiamo discutendo ha un obiettivo prioritario: quello di far crescere in modo equo e sostenibile la nostra regione“, spiega la relatrice di maggioranza Lia Montalti (Pd) per quale “nonostante la situazione macroeconomica che stiamo affrontando, conseguenze della pandemia, caro energia, incremento delle materie prime, aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione, vogliamo fare tutto il possibile per mantenere l’Emilia-Romagna in quel sentiero di sviluppo attento alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Per questo abbiamo deciso di accelerare in maniera importante sugli investimenti strutturali sfruttando appieno le potenzialità che vengono offerte dall’Europa e al contempo proteggere le fasce più deboli a partire appunto dalla sanità pubblica, dal welfare e dai servizi. Confermiamo le risorse per i contributi a sostegno delle donne che hanno subito violenze“.

Nettamente opposta la posizione del relatore di minoranza Michele Facci (Lega) che sottolinea come “questo è un Bilancio che sconta il buco della sanità, a oggi non sappiamo cosa abbia causato il deficit della sanità: a livello sanitario abbiamo un problema strutturale che pesa sul bilancio regionale. Tutto il resto della manovra finanziaria per il 2023 è collegata al rosso della sanità. La Regione ogni anno ha dovuto trovare risorse proprie per la sanità, ma nessuno ci dice dove vengono trovate queste risorse: mentre il disavanzo della sanità è chiaro, nessuno ci dice dove si taglia per assicurare i fondi per la sanità, è chiaro che per coprire questo deficit si tagliano altri servizi, ma non viene detto quali“. Facci è stato molto duro nel bocciare il piano di alienazione e di valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale presentato la scorsa settimana dall’assessore Paolo Calvano (“E’ insufficiente e c’è da fare chiarezza su quanto avvenuto in rapporto con l’Ausl di Bologna“) e sulle spese legali (“Avevamo criticato che pochi studi legali beneficiavano di molte risorse, ora sottolineiamo anche come le spese legali siano ancora molto alte: anzi negli anni scorsi erano calate, oggi sono tornate a essere molto alte. E questo nonostante la nostra Regione abbia un Ufficio legale interno“). “La minoranza è pronta a dare il proprio contributo per risolvere questi problemi“, spiega Facci.

Nel suo intervento l’assessore Calvano ha replicato punto su punto alle critiche della minoranza e ribadito la bontà della manovra finanziaria sottolineando come non ci sia ancora certezza di come il governo voglia operare sul tema sanità e trasporto pubblico.

Come già nel corso delle altre commissioni che già si sono riunite sul tema, la commissione Bilancio ha anche dato parere favorevole anche alla Nota di aggiornamento del Defr. “Come spiegato dall’assessore Calvano l’aggiornamento del Defr è frutto della situazione contingente in modo da permettere all’amministrazione regionale di operare: siamo molto preoccupati per l’aumento dell’inflazione, ma nonostante questo la Regione vuole proseguire con investimenti al fine di creare lavoro. Vogliamo aumentare la collaborazione con l’Unione europea per promuovere le priorità regionali in sede europea soprattutto per quello che riguarda la neutralità climatica e sul ruolo europeo delle Regioni”, spiega la relatrice di maggioranza del Defr Marilena Pillati (Pd), mentre per la relatrice di minoranza Maura Catellani (Lega) si tratta di “un Defr non all’altezza con obiettivi a volte legati a numeri irrisori. Si parla di rivoluzione digitale, ma sarebbe sufficiente che le nostre piattaforme funzionassero, così per quanto riguarda partecipazione e politiche di genere i numeri raggiunti dalle politiche regionali sono molto bassi. Mi chiedo cosa c’entri con le politiche europee il “presidio della guerra Ucraina”. Pensiamo sia importante e giusto il federalismo fiscale di cui si parla nel Defr, ma dico che alla luce di come la Regione sta gestendo il Bilancio, a partire dal buco della sanità, avrei paura come cittadine del fatto che la Regione gestisse in proprio il federalismo fiscale”.

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