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opera del compianto luigi cevoli

Il modellino del Vespucci nella sala di rappresentanza del comune

In foto: Luigi Cevoli con le figlie
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 12 ott 2022 12:38 ~ ultimo agg. 12:39
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In onore del passaggio dell’Amerigo Vespucci il comune ha potuto mostrare al comandanteun modellino in scala del vascello di mirabile fattura. A realizzarlo Luigi Cevoli, insegnante ma anche appassionato ebanista scomparso nel 2020 ad 81 anni. A donarlo al comune le figlie di Cevoli e la riproduzione è stata posizionata nella sala dei ricevimenti al primo piano del comune, dove vengono anche celebrati i matrimoni civili.

Martedì durante la visita del comune il modellino ha attirato l’attenzione del comandante del Vespucci, il capitano di vascello Luigi Romagnoli: Bellissima: è veramente la copia di com’era la Amerigo Vespucci oltre trenta anni fa. Successivamente alcuni particolari sono stati modificati ma questa stupenda riproduzione è assolutamente fedele all’originale dell’epoca”.

Poche ore prima la copia del veliero era arrivata in Municipio a seguito della donazione da parte delle figlie di Luigi Cevoli, riccionese appassionato di modellismo e di marina.  Era stato insegnante negli istituti alberghieri di Riccione e Marebello. Ma era anche “un ottimo ebanista con la grandissima passione del modellismo. Aveva impiegato dieci anni per ricostruire la nave scuola della Marina Militare – racconta la figlia Maria Cristina -. Aveva cominciato una trentina di anni fa con l’aiuto di mia madre, Graziella Sapucci, che aveva cucito tutte le vele”. Si devono a Luigi Cevoli anche tutti i particolari in legno della Amerigo Vespucci. L’insegnante si era particolarmente distinto in moltissime mostre degli hobby, ottenendo numerosissimi riconoscimenti. “Vinceva spessissimo, era davvero bravo”.

Stimiamo che possa avere costruito almeno un centinaio di modelli: metteva grande amore in questa sua passione ma l’Amerigo Vespucci – che aveva scoperto quando ancora non era così famosa a livello mondiale e che aveva voluto visitare a Venezia – l’amava particolarmente, tanto da non averla mai voluta vendere. Nutriva un grande amore per la città di Riccione e proprio per ricambiare questo amore io e mia sorella Maria Grazia abbiamo deciso di donarla al Comune”.