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Interrogazione in consiglio

Bando Acer naufragato. De Sio (Lega): 30milioni a rischio, che fa il comune?

In foto: il capogruppo della Lega De Sio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 1 ott 2022 12:12
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Il bando Acer per ristrutturare 686 case popolari tramite il bonus 110% è andato deserto e questo, di fatto, ha mandato in fumo 30 milioni di possibili incentivi. A chiedere conto dell’accaduto all’amministrazione comunale è il capogruppo della Lega in consiglio Luca De Sio che promette di “andare fino in fondo alla questione“. In una interrogazione, al momento senza risposta per l’assenza in aula dell’assessore competente, De Sio solleva alcune questioni e chiede al comune se ci sia la possibilità di un nuovo bando, se siano previste conseguenze economico-giuridiche per la società che si era proposta e che poi modificando le condizioni rendendo inammissibile la proposta e, infine, se ci siano azioni (anche sanzionatorie) che l’amministrazione può mettere in campo nei confronti di Acer (la cui gestione della vicenda viene definita da De Sio “deficitaria”).

L’interrogazione del consigliere Luca De Sio (Lega) 

Al Consiglio comunale del 18/11/21 votammo per una ratifica di delibera di Giunta relativa alla possibilità di accedere a 30milioni di € di bonus 110 per i 686 alloggi di patrimonio comunale gestito da ACER la quale inseriva tale operazione tra i punti qualificanti del programma triennale 2022/2024
Un intervento che – convenendo con la giunta – io stesso definii non solo opportuno ma anche doveroso ed urgente.
In quella occasione ebbi modo di rivolgere alcune domande alla Giunta ed in particolare chiedevo il motivo per il quale Acer (e con lei la stessa amministrazione) rimasero totalmente inerti per oltre 1 anno dalla normativa bonus fino al salvifico intervento di un soggetto c.d. autoproponente (tale SGR Vertical).
Conclusi promettendo che avremmo vigilato sulla vicenda per assicurarci che non si perdesse l’occasione di poter usufruire del bonus, dato che vi erano comunque tempi stretti, ridottisi anche e soprattutto per la suddetta inerzia del duo Acer- Comune
Le difese della giunta si limitarono a dire che l’amministrazione non c’entra perché totalmente estranea ad ACER.
Ebbene fatto sta che nelle more è accaduto che il proponente non solo ha chiesto ed ottenuto da ACER una proroga rispetto ai termini inizialmente pattuiti, ma ha altresì posto una condizione peggiorativa per la prosecuzione della partecipazione al bando, ben consapevole che questo avrebbe determinato l’inammissibilità della stessa.
Col risultato che il bando è naufragato ed oggi vi è il rischio di perdere 30milioni di euro di bonus nonchè la valorizzazione del ns patrimonio ed una sua riqualificazione anche energetica che avrebbe portato notevolissimi risparmi sulle bollette (pagate da noi riminesi)
Chiedo
• quali sono le intenzioni di ACER e dell’amministrazione e quali le possibilità di un nuovo bando alla medesima condizioni
• se sono previste delle conseguenze economico-giuridiche per l’autoproponente alla luce della nuova condizione posta e conseguente inammissibilità
• Se vi sono atti ed attività, anche sanzionatorie, poste in essere dall’Amministrazione rispetto ad ACER ed alla gestione a dir poco deficitaria del fenomeno ?

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