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Servono parcheggi

Odissea per arrivare in spiaggia. Zoccarato (Lega): shuttlemare non è la soluzione

In foto: Matteo Zoccarato
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 4 giu 2022 10:41 ~ ultimo agg. 10:42
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Nel primo ver e proprio stress testa della stagione balneare 2022, a Rimini emerge come lo shuttlemare, navetta gratuita a chiamata, non sia sufficiente. A sottolinearlo è il consigliere comunale della Lega Matteo Zoccarato secondo cui il servizio “non può essere la soluzione ai nostri mali, e purtroppo non funzionerà neppure come aspirina“. Il consigliere parla di “diverse segnalazioni negative ricevute: più di un’ora d’attesa per usufruire del servizio, altre decine di minuti di ritardo sull’orario concordato. E questo è lo scenario che tastiamo con mano oggi, che il servizio è ancora totalmente sconosciuto ai riminesi: se l’utenza aumenterà ulteriormente, come è ragionevole prevedere, il servizio diverrà totalmente inutilizzabile. E allora immaginiamoci le numerose famiglie, anziani o disabili riminesi che, dopo aver girato un’ora con la macchina (perché al mare col monopattino non ci possono andare), per la disperazione tentano l’innovativo “taxi-navetta”; altre due ore di attesa. Senza parlare poi del viaggio di ritorno la sera. E allora se ne tornano a casa o, peggio ancora, la prossima volta vaglieranno gli stabilimenti dei nostri vicini, meglio serviti.
Scontentando chi dovrà farsi mezz’ora di macchina in più rispetto al passato certo, ma scontentando soprattutto le nostre attività che, soprattutto a giugno e luglio, non possono fare a meno dell’utenza locale per far quadrare i conti a fine stagione“.
Secondo Zoccarato è “impensabile ed insostenibile” potenziare ulteriormente le navette che attualmente sono tre e “costeranno solo per questa estate più di 300.000 euro“.
E allora, prosegue il consigliere, “l’unica strada percorribile nell’immediato futuro dunque, è quella di mettere il prima possibile delle toppe ai gravissimi errori di valutazione delle precedenti amministrazioni. Il parcheggio interrato Marvelli non dovrà e non potrà essere una cattedrale nel deserto. È necessario mettersi al lavoro per individuare ulteriori soluzioni, magari analoghe a questa, sia a nord che a sud. Ed è fondamentale farlo fin da subito, perché il Marvelli, per il quale i fondi sono stati stanziati solo di recente, vedrà la luce sicuramente non prima del 2024” conclude.