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S. Ermete, le emozioni di Luigi Mazza: "I ragazzi sono stati fantastici"

In foto: Luca Santi e Luigi Mazza
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 6 apr 2022 15:54
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VIAGGIO DA ALLENATORE. Ci sono strade immense che trascinano ovunque, una sola porta a quella del ritorno. In un viaggio diviso tra confini vicini e lontani, c’è una sola cosa che non bisogna mai perdere, quella dell’abitudine. E pazienza se gli anni scorrono e la terminologia cambia anche nelle vesti da mister, il tempo premia l’attesa e a volte risulta il migliore alleato. In questo viaggio di studio, fatto di destri che possono stringere al centro per chiudere con il sinistro, di mancini che hanno il “tiraggiro” e di ali classiche che un tempo si sarebbero chiamati tornanti, nasce la metabolizzazione dell’allenatore. Ad arricchire questo pensiero c’è l’esperienza raccolta sul campo che può aiutare i tanti giovani, quegli che riempiono gli occhi, che sono ancora da fare ma che hanno già fatto un bel po’ di cose, quante ne sono bastate per trovarsi accerchiati da ammiratori. Da qui nasce l’idea della dirigenza del S. Ermete di accogliere nuovamente in famiglia la bandiera Luigi Mazza, un decennio da queste parti passato dalla fase adolescenziale a quella della maturazione onorando la casacca dei verdi sul campo per poi dedicarsi a una seconda vita da allenatore. Meglio ancora se al rientro in famiglia, ad accoglierlo ci sia stato Luca Santi, col quale anche al di fuori del campo coltivano un rapporto d’amicizia ben consolidato negli anni tra stima e rispetto. Alla notizia del suo nome, nello spogliatoio, i giocatori hanno annuito indicandolo come la persona giusta al momento giusto: “I ragazzi sono stati fantastici: loro, la dirigenza, Luca Santi, è davvero difficile spiegare cosa io abbia provato internamente. Un mix di emozioni che mi ha reso partecipe da subito di questo progetto”.

LE SENSAZIONI E GLI AGGIUSTAMENTI. C’è poco tempo davanti a se e Luigi Mazza se lo prenderà tutto per decidere lucidamente, per non sbagliare la scelta, né l’investimento, per darsi un orizzonte nel quale guardare, che parta da destra o anche da sinistra, quello diventa persino un dettaglio, ma di sicuro degli aggiustamenti tattici domenica nella sfida interna con il Torconca si sono visti eccome: “Con Luca abbiamo lavorato sulla predisposizione in campo e alcune letture del ruolo per fornire alla squadra utili indicazioni. Abbiamo analizzato gli errori passati e da qui siamo ripartiti. A prescindere dal risultato finale, domenica ancora una volta gli episodi in negativo hanno maturato una sconfitta che poteva essere evitata solo da noi, siamo cascati in una trappola che ha portato a casa zero punti”.

IL SENSO DI APPARTENENZA. In un campionato dove a dettare legge ci sono almeno tre squadre dinnanzi a tutto, il S. Ermete scopre quel senso di appartenenza in visto dell’obiettivo finale: “I play off possiamo perderli e raggiungerli solamente noi! Tutto dipende dai ragazzi e dalla loro voglia di raggiungere questo obiettivo, in quanto io e Luca crediamo fortemente in questo gruppo e nella loro qualità. In questi giorni abbiamo lavorato maggiormente sul fattore mentale rispetto a quello fisico e questo si è visto anche per 70’ minuti contro il Torconca. Se noi crediamo nella nostra forza possiamo centrare l’obiettivo, altrimenti saremo consapevoli che solamente noi ci siamo tolti questa possibilità”.

Una possibilità che rimane viva vedendo anche la corsa delle avversarie: “Io mi sento onorato della chiamata e partecipe di questo progetto, Insieme a Luca intendiamo raggiungere determinati obiettivi svolgendo questo mestiere con professionalità Ci sono tre corazzate superiori alle altre, il resto vede protagoniste formazioni che si equivalgono, quindi è lecito crederci fino alla fine anche perché oltre la gratificazione di essere protagonisti con questa maglia ci piacerebbe ricambiare gli sforzi che i nostri dirigenti fanno per noi, quantomeno arrivarci sarebbe un passo fondamentale arrivato in una stagione particolare”.