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Cultura e progetti

CreArTe compie un anno: bilanci e prospettive per Riccione

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 1 apr 2022 13:56
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CreArTe, associazione artistica e artigianale riccionese compie un anno. E’ nata nell’aprile 2021 come conseguenza di un ciclo d’interviste fatte alla scoperta del Genius Loci di Riccione attraverso il format intitolato Quella Volta a Riccione, ideato dalla scenografa Roberta Pontrandolfo (presidente di CreArTe).

L’associazione, in occasione di questa ricorrenza, traccia una sorta di bilancio evidenziando anche la propria visione della città.

Abbiamo espresso, sin dal principio, la voglia di ricreare una città come fosse un teatro a cielo aperto in cui far nascere non solo il FESTIVAL_GLOBALOC, appuntamento annuale all’interno del quale inserire un concorso, delle Arti & dell’Artigianato (locale+globale) in cui contaminazione e fusione esprimano identità ed appartenenza attraverso un fluttuare di scambi culturali che, per noi, rappresentano la linfa per l’essere umano in evoluzione attraverso la creatività.
I nostri artisti ed artigiani, troppo spesso relegati in ambienti piccoli e sempre a latere, oltre che spesso divisi tra loro meritano, inoltre, un luogo centralizzato, una sorta di quartier generale che noi abbiamo individuato nel Palazzo del Turismo da trasformarsi in Casa dell’Arte e dell’Artigianato in cui esporre, ballare, suonare e, soprattutto, fare laboratori che coinvolgano soprattutto i bimbi ed i ragazzini sempre più attratti dal mondo virtuale.
Desideriamo più luce, attenzione e riconoscimento per ciò che in questa città artisti ed artigiani donano creativamente, da sempre.

Vogliamo una Riccione in cui possano rinascere le botteghe, sia in centro che nei quartieri, dove la bellezza del ritrovato “fatto a mano” possa aver luogo assieme a tutti i tipi di musica, rigorosamente, live.
Tutte le manifestazioni creative dalla pittura, scultura, istallazioni, cinema, danza in tutte le sue specialità non ultima quella aerea, unite in un tripudio di manifestazioni artistiche.
La street art per abbellire le strade ed i muri con proiezioni e “trompe l’oeil” ma anche più green e poi ancora e sempre musica suonata e cantata, e perché no, anche all’interno delle vetrine dei negozi sfitti che, vuoti, assumono un’immagine triste e degradata.

E la spiaggia? Spazio naturale tra i più fondamentali della riviera, rivisitata grazie agli scultori della sabbia che la trasformano in opere d’arte di qualsiasi dimensione e soggetto… Insomma, una città interconnessa come fosse un enorme laboratorio in cui le giovani generazioni possano crescere e formarsi all’insegna dell’Arte e dell’Artigianato che abbia con la tecnologia il giusto connubio.

Una città in cui si respiri ossigeno artistico attraverso i suoi linguaggi, è destinata a crescere culturalmente per se stessa ma anche in modo diffuso ed attraente per un turismo rinnovato che ama contenuti in cui la bellezza indigena sia applaudita, ammirata, riconosciuta e condivisa. C’è desiderio profondo di far tornare nuovamente questa città alla rinascita e crescita delle avanguardie che competano in modo sano cioè sviluppando, insieme, progetti futuri congiunti e condivisi.

Riccione ha avuto ed ha un valore che merita d’essere riconosciuto attraverso la sensibilità e l’empatia di chi è consapevole che gli artisti e gli artigiani possono ridare grande slancio ed energia alla città.