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Presto un incontro

Nuova SS16. Santi: fermare l’opera sarebbe un clamoroso errore

In foto: il tracciato della nuova SS16 e Riziero Santi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 7 nov 2021 12:01 ~ ultimo agg. 8 nov 13:44
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Dopo un lungo iter e una discussione di parecchi anni sembra finalmente avvicinarsi l’avvio dell’intervento per la realizzazione del nuovo tracciato della SS16. Anas ha infatti avviato le procedure di monitoraggio sismico delle aree interessate, fase propedeutica all’avvio dei lavori, previa approvazione dell’opera da parte del Ministero. Si è riaperto però anche il dibattito sul percorso con richieste di modifiche e di eventuali miglioramenti. Sul tema interviene oggi il presidente della provincia Riziero Santi: “tornare indietro e fermare l’opera – spiega – sarebbe un clamoroso errore. Per questo ho già incontrato Anas, Regione e associazioni degli agricoltori per concordare la soluzione che propone modifiche migliorative necessarie che ritengo di buon senso e certamente accoglibili da parte di Anas e del Ministero delle Infrastrutture. Quindi, avanti tutta con gli aggiustamenti possibili senza mettere a rischio la continuità nella realizzazione dell’opera“. Santi spiega che nei prossimi giorni si attiverà per organizzare con i soggetti interessati un incontro che faccia chiarezza sugli obiettivi e sulle procedure.

Le dichiarazioni del presidente della provincia Riziero Santi

A fasi alterne si riapre il dibattito sul nuovo tracciato della ss16 fra Bellaria e Cattolica. Provo a fare chiarezza e a dire la mia. Il tracciato della nuova strada, previsto oggi nella progettazione Anas, è stato discusso, mediato e alla fine approvato in Conferenza dei Servizi Stato-Regione, in fase di Valutazione di Impatto Ambientale, con il contributo di tutti gli enti e Comuni coinvolti, con gli inevitabili mal di pancia che vengono al momento della progettazione di ogni opera che impatta così fortemente col territorio.

Il progetto sottoposto a valutazione di impatto ambientale con esito positivo è il frutto di una mediazione fra esigenze e criticità diverse e presenta quattro nodi, affrontati e risolti mediando fra le diverse esigenze. L’impatto con gli orti a Rimini nord, l’abbattimento di case al Villaggio primo Maggio di Rimini; lo svincolo a Riccione nord che si innesta in una viabilità ritenuta inadeguata e l’attraversamento del quartiere Belvedere a Misano Adriatico ritenuto molto impattante.

Ebbene, il progetto è stato sottoposto a tutti i passaggi autorizzativi, compreso la VIA da parte del Ministero dell’Ambiente sulla quale di recente la comunità locale ha esercitato una iniziativa corale per ottenere la proroga della validità scaduta in parte per l’inerzia dell’Anas e, in parte, per le indecisioni del territorio.

L’Anas, da qualche mese, ha avviato le procedure di monitoraggio sismico delle aree interessate alla realizzazione dell’opera, fase propedeutica all’avvio dei lavori, previa approvazione dell’opera da parte del Ministero, con coinvolgimento dei Comuni e della Regione Emilia-Romagna.

Ora però, col dibattito che si è riaperto in queste settimane, ci troviamo di fronte ad un crocevia di strade possibili da intraprendere nell’iter realizzativo dell’opera: dare impulso e continuità sollecitando il finanziamento dell’opera da parte del Governo e la continuità realizzativa da parte dell’Anas; sostenere la richiesta di cambiamento, (anche parziale), del tracciato, con la conseguenza che si dovrà ripartire daccapo e rifare la procedura della VIA, con un altro stop e tempi biblici da affrontare; chiedere interventi di miglioramento del tracciato risolvendo i nodi critici ancora presenti e risolvibili senza modifiche sostanziali alla VIA.

Il valore di un nuovo tracciato per la SS16 è condiviso da tutti, compreso coloro che sono critici su singoli spezzoni che li riguardano più direttamente. Abbiamo un asse viario strategico che sopporta un traffico da 40 a 30mila veicoli al giorno passando a pochi metri dalle finestre delle case, dentro centri abitati della costa fortemente urbanizzati e congestionati, con tempi di percorrenza insopportabili sia per il traffico privato che per quello commerciale e del trasporto pubblico.

La mia idea è che tornare indietro e fermare l’opera sarebbe un clamoroso errore. Per questo ho già incontrato Anas, Regione e associazioni degli agricoltori per concordare la soluzione che propone modifiche migliorative necessarie che ritengo di buon senso e certamente accoglibili da parte di Anas e del Ministero delle Infrastrutture. Quindi, avanti tutta con gli aggiustamenti possibili senza mettere a rischio la continuità nella realizzazione dell’opera. E’ necessario un chiarimento urgente a livello istituzionale con tutti i soggetti interessati, per questo nei prossimi giorni mi attiverò per organizzare un incontro che faccia chiarezza sugli obiettivi e sulle procedure.

Rimanere in mezzo al guado è la cosa peggiore che possiamo fare come territorio. Ogni giorno ci lamentiamo di come la viabilità non funziona, ma non vogliamo decidere sul cosa fare. E’ chiaro a tutti che occorre un asse infrastrutturale che sposti il traffico fuori dalla parte più urbanizzata della città. E’ una soluzione migliorativa anche dal punto di vista ambientale.