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Verso il voto

Rimini in Comune: datori di lavoro e lavoratori non sono sulla stessa barca

In foto: il confronto organizzato dalla Cgil
di Redazione   
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ven 17 set 2021 15:55
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Reduci dal confronto tra candidati sindaci organizzato dalla CGIL, Rimini in Comune (che sostiene Sergio Valentini) avanza alcune riflessioni. “Non crediamo che datori di lavoro e lavoratori – si legge in una nota – siano sulla stessa barca. Crediamo che attraversino la stessa tempesta, questo si, ma su barche molto differenti. Abbiamo ascoltato gli interventi di tutti i candidati (anche di chi vuole cambiare Rimini dopo aver condiviso ogni scelta della giunta Gnassi per 10 anni) e abbiamo notato la difficoltà che hanno a relazionarsi con il mondo del lavoro dipendente“.
Siamo gli unici – prosegue Rimini in Comune – a sostenere che lavoro nero ed evasione fiscale sono elementi fondativi e costituenti del sistema economico riminese e non ci stupisce che un sistema politico collaterale alle logiche di potere delle lobby economiche tenti, quando va bene, di minimizzare le due piaghe sociali.
Con convinzione abbiamo sostenuto, e sosteniamo, le rivendicazioni dei marinai di salvataggio avendole incluse nel nostro programma elettorale. Non ci stupisce vedere Ceccarelli e Jamil (il candidato a cui il suo partito ha tolto il cognome) accomunati dalla medesima visione, a tutela degli interessi privati e corporativi dei bagnini.
Quando si costruiscono accordi di potere finalizzati all’amministrazione dell’esistente è scontato che i contenuti passino in secondo piano“.
Siamo dalla parte dei lavoratori – proseguono –, riteniamo che gli stagionali si trovino eccome, è sufficiente pagarli e riteniamo che le destre, così come il Pd e i suoi alleati siano soggetti politici nemici del mondo de lavoro. Rilanciamo la proposta di escludere da qualsiasi contributo pubblico le imprese sanzionate nell’ultimo triennio dall’attività ispettiva in materia di fisco e lavoro, e rilanciamo la nostra denuncia sulla vergognosa scontistica sulla COSAP da parte della giunta uscente indifferente ai bisogni di coloro che faticheranno a pagare la TARI“.

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