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Parla la rappresentante

"Per gli infermieri conseguenze fisiche e psicologiche col Covid"

In foto: repertorio
di Serena Saporito   
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mer 1 set 2021 14:10 ~ ultimo agg. 15:16
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Che fine hanno fatto gli infermieri? Quelli le cui foto, racconto di giornate interminabili prigionieri nelle tute anti-contagio, diventavano virali sui social?

Oggi la cronaca ci parla di loro praticamente solo per riportarci i casi – isolati – di quelli tra loro che rifiutano di vaccinarsi.
A riportare l’attenzione sugli infermieri ci ha pensato Papa Francesco, che parlando della sua recente operazione al colon ha rivelato come un infermiere gli abbia salvato la vita e che non era la prima volta che gli capitava. In passato il pontefice aveva già avuto modo di dire: “Se Dio fosse un uomo, sarebbe un infermiere”.

Una figura professionale per la quale oggi è richiesta un’alta formazione, di cui è poco consapevole il pubblico. Professionisti italiani con lo stipendio tra i più bassi rispetto ai colleghi europei, e che come i medici sono stati costretti, spesso, ad andare all’estero. Ecco perché, nonostante concorsi e nuovo reclutamento, gli organici restano ridotti all’osso.

L’infermiere è la figura sanitaria che porta su di sé anche il maggior carico relazionale coi pazienti: un carico che è stato particolarmente pesante durante il Covid. E allora dove sono e come stanno gli infermieri riminesi? Sono provati e timorosi di questo autunno alle porte, che si accinge a partire tra proteste per il green pass e tensioni, ci dice la dottoressa Maria Luisa Ciurlia, del coordinamento infermieri della UIL di Rimini.

Guarda l’INTERVISTA da Tempo Reale Estate, di Radio Icaro:

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