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"mossa mediatica"

Comitato Ina-Casa: il nuovo regolamento sulle antenne è ancora lontano

In foto: uno striscione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 28 ago 2021 10:58 ~ ultimo agg. 11:20
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Torna a farsi sentire il Comitato Spontaneo NO Antenna Ina-Casa. E lo fa per commentare la notizia sul conferimento di mandato, da parte del Comune di Rimini, alla società POLAB di svolgere “il servizio per la redazione del Piano per gli impianti della telefonia mobile e l’aggiornamento del regolamento comunale”. Secondo il Comitato però il regolamento è ancora ben lontano visto che l’amministrazione specifica poi che “la consulenza tecnica specialistica oltre a fornire il supporto per la stesura del nuovo Regolamento, consentirà di effettuare una modellazione territoriale dell’analisi CEM per poter verificare le scelte di localizzazione dei nuovi siti.” “Di fatto– scrive il Comitato – la redazione del nuovo Regolamento Comunale resta ancora in fase di consulenza, lontana dal concretizzarsi. Il Comune, nonostante le richieste fatte a gran voce da numerosi Comitati cittadini nel corso di questi due ultimi anni, non ha mai lavorato concretamente su questa tematica, lasciando un vuoto normativo grazie al quale le compagnie telefoniche hanno stretto accordi economici con privati cittadini a scapito di una collettività che si è vista prevaricare in nome del “rispetto delle regole vigenti”.
Il contratto a POLAB, per ammissione della stessa Assessora Montini, ha validità di un anno (eventualmente rinnovabile) ed al momento – ricordano ancora i cittadini – verte sul rilevare i dati delle emissioni degli impianti attualmente installati. Non c’è ancora nessun risultato, nessuna proposta effettiva di un nuovo regolamento, cosa che invece ci è stata promessa per oltre un anno.” Secondo il Comitato si tratta quindi di una “mossa mediatica (perché di concreto, onestamente c’è poca sostanza) che arriva a chiudere un percorso di ritardi, di incontri saltati, di risposte non date, di promesse non mantenute proprio nel momento in cui la Giunta comunale entra in sospensione pre-elettorale. A voler pensar male, sembrerebbe un brutto scherzo…” Tanta la delusione e anche la rabbia. “Per chi ha sempre creduto nelle Istituzioni – prosegue infatti il comitato –, nel confronto, nel rispetto delle regole, questa partita che si conclude con un avversario che pur ritirandosi dal confronto, sventola vittoria…appare come la beffa che si somma al danno“. I residenti dell’Ina Casa sollevano poi alcuni punti interrogativi: “è stato veramente trovato un sito alternativo a Via Argelli? se sì, dove? che impatto avrà sulla comunità dove sarà installato? che destino avrà il sito attualmente predisposto di Via Argelli? verrà ripristinato o resterà pronto per future antenne? e in caso di ripristino, chi si accollerà le spese di smantellamento della base di cemento armato (Comune o ILIAD?)?” Il tutto con le elezioni alle porte. “Proprio una bella eredità per i successori – scrive il Comitato –, che però potrebbero non esserne né ignari, né scevri da responsabilità: i candidati Lisi e Sadegholvaad, seppure in modo diverso, sono entrambi figli di due legislature Gnassi. Portano dunque entrambi parte delle responsabilità di questa situazione come Amministratori Pubblici uscenti. Starà a loro convincerci di quanto e come vorranno distaccarsi dal passato. Ma starà anche a molti altri: cosa hanno da dire tutti gli altri candidati sindaco su questa problematica, così a lungo trascurata? Tanti cittadini, che pur non militando in nessuna forma di protesta organizzata sono fortemente delusi da questa incompetenza e mancanza di impegno fattivo dimostrati, potranno utilizzare lo strumento delle prossime elezioni comunali per far sentire la propria voce. Perché le periferie (ammesso e non concesso che il quartiere Ina-Casa possa essere considerato periferia) non vanno valorizzate solo in campagna elettorale, ma col lavoro di tutti i giorni” conclude la nota.

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