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Lo sguardo di Bruna

L'Africa ancora in bilico - la terza ondata e la situazione in Kenya

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 1 lug 2021 16:43 ~ ultimo agg. 8 lug 12:06
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L’Africa è ancora in bilico: il continente sta fronteggiando la terza ondata di pandemia, causata soprattutto dal rapido diffondersi della variante Delta. La campagna vaccinale continua ad accumulare ritardi e migliaia di dosi di Astrazeneca potrebbero restare inutilizzate nei magazzini. In Kenya nuovo focolaio dovuto alla variante Delta nell’area del lago Vittoria, mentre gli ospedali restano sottopressione. Bruna, nostra volontaria in loco, ci descrive la situazione.

La terza ondata e la variante Delta

Secondo le dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanitá, OMS, l’Africa sta fronteggiando la terza ondata della pandemia da Covid-19, causata dal veloce diffondersi delle varianti piú contagiose, tra cui la Delta, individuata per la prima volta in India, che a metá di giugno aveva giá raggiunto 14 paesi nel continente. Considerando i dati della quarantina di paesi africani che li diffondono con regolaritá, la scorsa settimana il numero dei contagi sarebbe aumentato del 15% rispetto a quella precedente.

Ufficialmente, le persone infettate nel continente sono ormai poco meno di 5 milioni e mezzo e i morti piú di 141mila. Ma, dice ancora l’OMS, questi numeri sono poco affidabili e le vittime dell’epidemia molto sottostimate a causa della fragilitá dei sistemi sanitari di molti paesi e della mancanza di una sistematica e credibile raccolta dati che riguardi globalmente il territorio nazionale, comprese le zone rurali, dove il virus viene portato dalle zone urbane, ogni volta che chi abita in cittá torna al villaggio di origine senza nessun controllo.

Ai controlli, spesso imposti dalle autoritá competenti, ci si puó facilmente sottrarre a causa della diffusa corruzione. Si sono trovati anche numerosi test falsificati, usati addirittura per viaggi aerei. Al Kenya, ad esempio, all’inizio dell’epidemia, sono state chiuse diverse destinazioni regionali e internazionali perché alcuni cittadini keniani erano stati trovati in possesso di test falsi nell’aeroporto d’arrivo.

I ritardi della campagna vaccinale

Nel continente non é di fatto ancora partita una vera campagna vaccinale. In un continente con 1 miliardo e 372 milioni di persone solo circa 12 milioni sono stati immunizzati. Si tratta cioè di meno dell’1% della popolazione totale, la piú bassa percentuale a livello mondiale. Le dosi arrivano con il contagocce, ma non tutti i paesi sono in grado di usarle nei tempi dovuti.

Solo 7 hanno inoculato tutte quelle che hanno ricevuto; altri 7 ne hanno iniettate l’80%. Ma 23 paesi ne hanno piú della metá in magazzino e si teme che una parte del milione e 250mila dosi di AstraZeneca giá distribuite possano andare sprecate perché non potranno essere inoculate prima della scadenza, alla fine di agosto.

Focus sul Kenya

Anche in Kenya nelle ultime settimane la pandemia ha ripreso vigore a causa della variante Delta, presente per ora soprattutto nella zona del lago Vittoria, nell’Ovest del paese, dove sono state reintrodotte misure di contenimento severe. Anche nel resto del paese, dove le attivitá sono riprese completamente, è peró ancora in vigore il coprifuoco, che inizia alle 10 di sera e termina alle 4 del mattino. In totale, i contagiati, al 27 giugno, sono 182.393 su 1 milione e 940mila test effettuati e su una popolazione di circa 55 milioni di abitanti. I morti sono 3.574, 7 circa ogni 100mila abitanti.

Il Kenya é un paese “virtuoso” per quanto riguarda le vaccinazioni. Hanno giá ricevuto la prima dose piú di un milione di persone; piú di 277mila hanno avuto anche la seconda.  Ma è evidente che, nonostante gli sforzi delle autoritá governative, la quasi totalitá della popolazione è ancora esposta al contagio anche se la percezione del rischio è ormai decisamente bassa. Le persone che indossano la mascherina sono rarissime. In molti negozi gli igienizzanti e i termometri, fino ad alcuni mesi fa onnipresenti, sono spariti. E questo é pericoloso perché la pandemia è ancora ben presente.

Infatti gli ospedali sono ancora sotto pressione e le terapie intensive ancora piene. Una situazione critica che fa dire ad alcuni esperti che potrebbe verificarsi una nuova emergenza, simile a quella dello scorso mese di marzo, quando nel paese non c’erano piú posti letto disponibili, scarseggiava l’ossigeno e non tutti i malati hanno potuto essere curati. Uno specialista di malattie infettive dell’universitá di Liverpool, in Inghilterra, ha definito la situazione nelle contee attorno al lago Vittoria, come “una tempesta all’orizzonte”.

Bruna Sironi

dal 2018 volontaria di Cittadinanza a Nairobi, collabora stabilmente con la rivista Nigrizia e ha alle spalle oltre 20 anni di cooperazione in Africa.

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