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protesta sotto prefettura

"Trattati come stracci". Insegnanti precari, 1.300 in Provincia, contro il decreto sostegni bis

In foto: il presidio di fronte alla Prefettura di Rimini
di Redazione   
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mer 9 giu 2021 18:32 ~ ultimo agg. 10 giu 13:10
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Precari della scuola e sindacati ancora davanti alla Prefettura a Rimini, come in tutta Italia, contro il decreto “Sostegni bis” che, a detta loro, non rispetta il “Patto per la scuola”. In provincia di Rimini ci sono 1.300 precari. In serata una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto.

Il decreto legge “Sostegni bis”, firmato il 20 maggio scorso tra le Confederazioni sindacali e il Ministro dell’istruzione, nell’ambito del “Patto per la scuola al centro del Paese”, non ha trovato il consenso del mondo della scuola, specie per quanto riguarda il reclutamento e la stabilizzazione dei precari. Alla vigilia della scadenza di presentazione degli emendamenti per le eventuali modifiche al decreto, anche a Rimini docenti precari e rappresentanti sindacali si sono dati appuntamento sotto la Prefettura per far sentire la loro voce. Al picchetto di fronte alla prefettura una cinquantina di persone con bandiere e cartelli. Per la scuola sono diversi i temi su cui intervenire, su tutti: la fase transitoria di reclutamento degli insegnanti precari e la concessione dell’assegnazione provvisoria ai docenti sottoposti ai vincoli di mobilità.

In rappresentanza del mondo della scuola: Gianluca Fabbri – coordinamento docenti GPS Rimini, Simonetta Ascarelli – Flc Cgil Rimini, Francesco Mastromatteo – Cisl Scuola Rimini, Antonio Pagnotta – Uil Scuola Rua Rimini, Pierre Orsoni – Snals Confsal Rimini.

La nota dei sindacati: 

Il decreto Sostegni bis non rispetta il Patto per la scuola. Il 9 giugno si torna davanti alla Prefettura per un presidio dei precari della scuola. Il Decreto interviene sulle medesime materie del Patto, in modo particolare sul reclutamento, ma si tratta di interventi in grandissima parte inadeguati.

Auspichiamo interventi correttivi per l’effettiva presa in carico delle molteplici irrisolte criticità della scuola non più rinviabili. Prima fra tutti la riduzione del numero di alunni per classe, la conseguente implementazione degli organici, la stabilizzazione dei precari che per la provincia di Rimini possiamo indicare in almeno 1.300 unità, il contrasto alla dispersione scolastica, l’innalzamento delle competenze di base, la sicurezza degli ambienti scolastici e il rinnovo del contratto.

Sul fronte degli organici non sono previsti gli incrementi necessari a ridurre il numero degli alunni per classe, unica misura che può garantire la didattica in presenza in tempi di emergenza sanitaria e l’unica atta ad incidere in modo strutturale sui livelli di apprendimento e di inclusione.

Sul piano delle procedure di reclutamento si introducono vincoli alla partecipazione dei concorsi di dubbia costituzionalità e si limitano i contingenti di coloro che possono accedere alla stabilizzazione in virtù della molteplicità dei requisti, richiesti in modo ridondante (ad esempio i tre anni di servizio unitamente all’abilitazione invece che l’uno o l’altro alternativamente). E’ generico l’impegno ad avviare concorsi annuali con procedure semplificate senza aver previsto, in parallelo, percorsi abilitanti ormai fermi da troppi anni. E’ inaccettabile l’intervento ope legis sulla mobilità del personale docente, materia squisitamente contrattuale.

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