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lunedì 2 agosto 2021
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Calcio Serie D

Marignanese Cattolica-Rimini 2-2: il dopogara

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 7 minuti
sab 19 giu 2021 18:29 ~ ultimo agg. 20 giu 21:44
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Le dichiarazioni al termine di Marignanese Cattolica-Rimini 2-2 (vedi notizia).

Matteo Vullo, allenatore della Marignanese Cattolica: “Sicuramente il rammarico non è tanto per la partita perché l’epilogo di questo campionato non è certo dovuto alla partita singola col Rimini o alle ultime due partite con Bagnolese e Forlì. Purtroppo è stata un’annata disgraziata, conclusasi con un epilogo il peggiore possibile. Io posso solo ringraziare i ragazzi perché quando sono arrivato ho trovato un gruppo di uomini veri. Credo che le prestazioni sotto la mia gestione non siano mai mancate, non c’è stata una partita in cui non siamo stati “collegati” mentalmente”.

Il tecnico dei giallorossi continua con il bilancio della sua gestione. “Nelle prime otto partite della mia gestione avevamo messo assieme anche un po’ di punti che ci avevano tolto dalla zona difficile della classifica. Poi sono successe cose spiacevoli che hanno portato al mio allontanamento. Qualcuno mi dice: “la tua vittoria è essere tornato”. Ma la vittoria di squadra è tutto. Non c’è nessun tipo di vittoria personale, anzi c’è molto rammarico. Se sono tornato è perché credevo di poter fare qualcosa di veramente storico e devo dire che le prestazioni sono state di alto livello, sia a Forlì che a Bagnolo che oggi. Ci troviamo qui a commentare una retrocessione amarissima, che secondo me si sarebbe potuta evitare”.

Avete comunque onorato il campionato fino alla fine. “Era doveroso che noi continuassimo su quella falsa riga che avevamo cominciato dal mio rientro. Avevo chiesto ai miei ragazzi di giocare la partita successiva sempre a testa alta perché era un dovere nei confronti di Cattolica, che è una piazza storica, orgogliosa, che meriterebbe altre soddisfazioni che noi non siamo stati in grado di dargli. Non mi posso vergognare di aver lottato con loro ogni minuto e anche oggi è stata partita vera”.

Cos’è mancato alla Marignanese Cattolica per centrare l’obiettivo salvezza? “Al gruppo non è mancato niente. Secondo me è mancata una continuità dal punto di vista di una direzione comune e parlo a 360° gradi. Le colpe non sono di uno o dell’altro, sono da distribuire. Si sono alternati tre allenatori in cinque periodi diversi. Non posso andare a ritroso sulle gestioni precedenti. La mia gestione, soprattutto quella da fine febbraio ad aprile, ha portato risultati. Nessuno di noi si può permettere di dire che se non ci fosse stato un avvicendamento le cose sarebbero andate in maniera diversa. E nemmeno io posso affermare una cosa del genere. Avevamo anche eliminato il problema dei gol subiti e avevamo eliminato il problema dei gol subiti nel finale. Io mi prendo le mie colpe per la retrocessione, ma siamo retrocessi a testa alta perché abbiamo dimostrato un grande spirito battagliero. Nel lungo periodo un allenatore può incidere: io non sono un mago, sono un allenatore che fa questo lavoro con passione, ho anche competenze per farlo”.

Scott Arlotti, attaccante del Rimini, autore del gol del 2-2. “È stata una partita molto complicata perché siamo andati sotto nel primo tempo. Tante volte l’ansia può condizionare. Sono contento del mio finale di stagione e della mia prestazione personale, segnare in queste partite mi dà fiducia. Adesso andiamo a giocare i play off, abbiamo un risultato su tre e dobbiamo puntare tutto sulla vittoria”.

Come mai un’altra prestazione al di sotto delle attese? “Ci sono tante scusanti, il caldo sicuramente. Siamo arrivati corti nel finale, ma i play off si preparano con quel qualcosa in più. Già da domani ci alleneremo e andremo ad Agliana con un solo pensiero: la vittoria. Io credo molto in questa squadra. Sono sicuro che Rimini andrà lì a fare la partita”.

Affronterete una squadra che è rimasta a lungo in testa al campionato, prima di essere superata dal Fiorenzuola nella penultima giornata. “Sicuramente loro hanno preso una bella batosta nel finale: farsi scavalcare alla penultima giornata non è semplice da digerire. Noi dobbiamo andare lì pensando che loro siano nella forma migliore e pensando solamente a fare la partita: è un avversario tosto, io all’andata non c’ero, però nel girone di ritorno siamo andati là e ce la siamo giocata a viso aperto. Quindi dobbiamo andare là senza aver paura di niente: ovviamente li rispettiamo, ma non abbiamo niente meno di loro e dobbiamo andare là e spaccare tutto”.

È stato protagonista in campo dopo aver rischiato di non giocare per quel piccolo malessere accusato durante il riscaldamento della gara con il Ghivizzano. “Ero un po’ preoccupato perché è stata una cosa che mi ha scombussolato. Non giocare mercoledì è stato a livello precauzionale. Ho parlato con il mister, che ha deciso di schierarmi. Fortunatamente c’è stato l’assist per il primo gol che mi ha dato fiducia per il finale, e il gol del 2-2 sicuramente è stato molto importante perché ci permette di andare ai play off, però ho passato giorni un po’ strani tra ansia e un po’ di paura. Quindi mi è servita tanto questa partita”.

Cosa c’era in quell’ultimo tiro della sua partita, visto che subito dopo il gol è arrivato il cambio? “Nell’ultimo tiro c’erano sicuramente i crampi… (e sorride, ndr), ma anche tanta voglia di portare a casa almeno un punto. C’era un po’ di tutto: rabbia mista a delusione. I play off sono partite che con la stagione regolare hanno poco a che fare”.

Per lei un finale in crescendo. “Anche tramite il lavoro perché le cose non vengono per caso: mi sono messo a lavorare sodo anche durante gli allenamenti. Prima non stavo bene fisicamente e non stavo bene mentalmente. Adesso sto bene, sono in fiducia e spero di segnare anche durante i play off perché dobbiamo portarli a casa. Il mio tiro che ha portato al 2-2 è stato anche deviato, ma il gol me lo prendo. Se dovessi descriverlo direi che è stato un gol di rabbia. È stato un gol importante perché adesso siamo dentro i play off”.

Tommaso Battisti, attaccante del Rimini che ha segnato la rete del momentaneo 1-1. “Sono contentissimo per questo gol sia per me stesso che, soprattutto, per la squadra perché ci ha dato nuova vita, uno spirito diverso. Sono contento perché è arrivato in un momento in cui alla squadra serviva tanto. Le cose non vengono per caso: io sono arrivato qui con tanta umiltà, mi sono allenato per ritrovare la mia forma. E questo gol mi ha permesso di raggiungere l’obiettivo perché volevo dare una mano a questa squadra per raggiungere l’obiettivo. Il gol in Serie D mancava da tanto, se non sbaglio l’ultimo è stato nel 2017 quando ero a Civitanova, ma anche il gol in assoluto mi mancava da prima dello stop causa Covid, quindi un’emozione unica davvero. Mi dà quella serenità, quella tranquillità che volevo raggiungere in questa squadra. Sono arrivato per ultimo, i ragazzi sono stati bravissimi, mi hanno accolto subito. Quindi sono felice di aver dato una mano”.

Il Rimini però oggi non ha avuto il giusto impatto per una partita che sulla carta era da vincere a tutti i costi. “L’approccio è stato sbagliato, ma fino a un certo punto perché si vedeva che i ragazzi volevano assolutamente raggiungere il gol, ma forse lo volevano raggiungere con un po’ troppa fretta. Infatti non ci sono state quelle manovre che avevamo provato durante la settimana. La squadra voleva raggiungere la vittoria e si è visto, per fortuna sono arrivati i due gol del pareggio, quindi siamo contenti così”.

Alessandro Matronicola, allenatore del Rimini: “Purtroppo sì, dopo 34 partite la squadra non è riuscita a togliersi questi piccoli difetti che hanno caratterizzato l’intera stagione. È arrivato un pareggio, ci è bastato, però non saremmo dovuti arrivare a questa situazione. Comunque adesso siamo nei play off e va bene”.

A parte la qualificazione ai play off, della gara di oggi non c’è molto da salvare. “È chiaro che non sono contento di quello che si è visto in campo, tante cose non mi sono piaciute. Qualcosa va salvata, alcune situazioni secondo me sono state fatte anche discretamente. È chiaro che complessivamente si fa fatica a dire che sia stata una buona gara. La paura di dover vincere a tutti i costi in alcune circostanze ci ha penalizzato perché non ci ha reso lucidi per capire o il passaggio o l’idea di verticalizzare e altre cose. Siamo stati bravi nella voglia di raggiungere il pari e nel non starci a perdere. Siamo contenti che abbiamo raggiunto i play off, ma tocca che ci diamo una registrata”.

Nei play off troverete una squadra forte, ma delusa per essersi fatta sfuggire il primo posto. “L’Aglianese farà di tutto per dimostrare di essere la seconda forza del campionato. Se pensassimo che l’Aglianese sia delusa sbaglieremmo. Noi dobbiamo cercare altre armi per vincere: probabilmente moralmente non saranno al top, ma anche noi non siamo al top in queste ultime settimane. Oggi di positivo c’è che abbiamo centrato i play off”.

Mercoledì ad Agliana ci saranno diverse defezioni, tra infortuni e tre giocatori che saranno fermati dal giudice sportivo: Vuthaj, Simoncelli e Pari (erano diffidati e sono stati ammoniti). “Faremo i conti con l’infermeria e con il giudice sportivo. In undici andremo ad Agliana e sono convinto che chi andrà in campo farà del suo meglio. Per come siamo arrivati ai play off magari ci sarà la mente giusta per affrontare questa gara. Si spera quantomeno nella lucidità mentale per preparare e affrontare una gara del genere”.

Si aspettava un calo del genere nelle ultime due giornate? “Non me lo sarei aspettato viste le tre vittorie ottenute con caparbietà e forza di volontà. Quella col Ghivizzano e quella di oggi sono state due partite diverse perché oggi avevamo più voglia di aggredire e di sovrastare l’avversario. Col Ghivizzano il nulla più assoluto. Oggi la gara è stata diversa, l’avversario è stato diverso: deluso, ma non morto. Ci ha reso la vita difficile anche la Marignanese”.

Come sta Simoncelli? “Simoncelli è da un po’ che ha problemini, stiamo cercando di preservarlo. Oggi ha accusato questo dolore prima del previsto e ho deciso di dare spazio ad un altro”.

Perché Ambrosini per Simoncelli, un attaccante puro per un centrocampista? “Perché dovevamo vincere la partita: avevamo bisogno della fisicità di Arlotti, che ha cuore: ci sono due-tre ruoli che a lui riescono con facilità e li interpreta in un modo offensivo che a me piace. Ho preferito arretrare Arlotti. Dovevo stravolgere qualcosa”.

Pecci ha chiuso quasi da terzino destro. “Pecci era terza punta esterna, quello è un ruolo di sacrificio per come lo interpreta lui perché ha caratteristiche diverse da Arlotti. Quando l’ho sostituito era stanco e stava basso, per quello sembrava schierato da terzino. Abbiamo chiuso in realtà con la difesa a tre. Ha speso tanto, soprattutto a livello mentale. E quelle energie le consumi prima del dovuto”.

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