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Fuori dall'Aula

Ravaglioli: il centrodestra il civico già lo ha. Gobbi: continuità con Gnassi è carta vincente

In foto: Ravaglioli e Gobbi a Fuori dall'Aula
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 27 mag 2021 11:56 ~ ultimo agg. 17:50
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Interessante confronto nell’ultima puntata di Fuori dall’Aula su Icaro TV dedicata alla amministrative a Rimini.

Alessandro Ravaglioli, ex capogruppo di FI e PDL in Consiglio Comunale e poi approdato alla Lega, conferma la sua disponibilità alla candidatura: “se il centrodestra si vuole proporre per Governare la città, non si può pensare di incontrare le persone e rielaborare proposte nel mese di agosto. I mesi nei quali sviluppare una visione da proporre ai cittadini sono quelli di maggio e giugno. Quindi, visto che già ero stato tirato per la giacchetta, mi sono visto obbligato a fare la scelta che ho fatto.” Ravaglioli ricorda poi di essersi a lungo speso nella ricerca del nome “civico” da proporre come candidato “poi mi sono reso conto che questo percorso era abbastanza difficile“. Tra l’altro, evidenzia l’esponente del Carroccio, l’unica volta in cui il centrodestra ha presentato un civico come candidato sindaco (si trattava di Bucci) non è riuscito neppure ad andare al ballottaggio. Capitolo Lucio Paesani. “E’ un amico di lunga data – dice Ravaglioli – ma quando un anno fa mi ha detto di voler scendere in campo con una lista civica, gli risposi con scetticismo ma ora credo di aver sbagliato. Visto il percorso che ha fatto, posso dire che ha creato il primo vero movimento civico di centrodestra. Quindi, parlando in modo chiaro, il suo civico il centrodestra già lo ha. Sminuire il ruolo di Lucio Paesani penso che sia molto sbagliato“.

Altro ospite Lino Gobbi, politico di lungo corso, segretario provinciale del Pd quando attraverso le primarie fu scelto nel 2011 Andrea Gnassi come candidato sindaco e tra i “padri” di Patto Civico nel 2016. “Nel 2011 – ricorda – con Gnassi facemmo una scelta strategica che lui attuò e a cui io diedi copertura politica: la sua Giunta non doveva rispondere alle logiche dei partiti ma era frutto della libera scelta del sindaco. Con Gnassi cambia quindi il meccanismo amministrativo”. Gobbi parla poi del toto – candidati e cita sia quelli di centrosinistra come Sadegholvaad, Petitti, Maresi e Tonini, sia quelli del centrodestra, come lo stesso Ravaglioli o Lucio Paesani. “Credo che siano tutti profili che si possano assumere la responsabilità – dice – ma il tema è il progetto che intendono realizzare e credo che chi avrà il coraggio di dire di volere proseguire nel lavoro di Gnassi sia nell’impostazione della Giunta che nelle azioni, vincerà le elezioni. Che sia di destra o di sinistra.” Gobbi boccia le primarieche nel 2011 ho dovuto gestire con enorme sofferenza. Le primarie, non essendoci più il senso di appartenenza, generano oggi gruppi che si avvicinano più al rapporto personale col candidato e creano fratture che difficilmente si rimarginano. Ritengo quindi una scelta intelligente evitarle. Ma sarebbe intelligente anche arrivare nel giro di qualche giorno a decidere chi è la persona sulla quale organizzare il programma“. Pungolato sul nome su cui potrebbe convergere il centrosinistra, Gobbi fornisce qualche indicazione interessante. “Chi assicura la continuità può rappresentare un progetto interessante“, chiosa. “Sadegholvaad?” suggerisce il giornalista. “Questo lo dice lei” chiude, sorridendo, Gobbi.