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diretto da Teo De Luigi

"Lo spazio che vive". Un documentario sul Ceis e i suoi 75 anni di storia

In foto: Teo de Luigi e Marco Colonna
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 28 mag 2021 15:46
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Sono cominciate nei giorni scorsi al CEIS, Centro Educativo Italo Svizzero di Rimini, le riprese del documentario “Lo spazio che vive”, del regista Teo De Luigi. Un progetto che nasce per celebrare i 75 anni della realtà educativa riminese.

Il documentario ripercorre la storia del CEIS, nato alla fine della Seconda Guerra Mondiale e destinato a divenuto luogo di sviluppo di un modello educativo unico nel panorama europeo. Un progetto pedagogico e allo stesso tempo architettonico, pensato per facilitare il rapporto bambino-ambiente: una scuola dove nelle aule si fa spazio a un grande cerchio di bambini e insegnanti; dove al posto dei corridoi ci sono viuzze di terra battuta e ciottoli, come in un piccolo villaggio. Un approccio – storicamente innovativo – che appare tale ancora oggi, che la pandemia ha portato a ripensare gli spazi di vita. Una storia, quella del CEIS, cominciata sulle macerie della guerra 75 anni fa accanto ai resti dell’anfiteatro romano. Proprio oggi che la città di Rimini vive una fase di riscoperta e valorizzazione del proprio passato, torna di attualità il tema dello spostamento della struttura (incombente da anni) sollevando interrogativi sul destino futuro di questa esperienza: straordinaria proprio in ragione dello spazio sin qui occupato.

Le riprese proseguiranno durante il corso dell’estate. Oltre che a Rimini, si girerà in altre parti d’Italia e in Svizzera, a Zurigo, città di origine di Margherita Zoebeli e di diverse figure che hanno avuto un ruolo chiave nella nascita e nelle prime fasi di vita del CEIS.

Il progetto di documentario vede importanti collaborazioni per la realizzazione e la successiva diffusione: Fondazione Margherita Zoebeli, Cineteca di Rimini, Biblioteca civica Gambalunga, Cineteca di Bologna. Con il sostegno di RivieraBanca, Focchi Group, Nuova Ricerca. Previste proiezioni pubbliche, messa in onda televisiva in Italia e su RSI, Radiotelevisione svizzera.

La produzione è del Gruppo Icaro. La regia è di Teo De Luigi. Direttore della fotografia, Michele Barone. Un documentario scritto da: Teo De Luigi, Edda Valentini e Serena Saporito. Direzione Francesco Cavalli.

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