Indietro
menu
Sono 4.380 in provincia

Il covid non colpisce le imprese straniere. Nel 2020 crescono del 2,7%

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 8 feb 2021 13:47 ~ ultimo agg. 13:52
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Gli effetti della pandemia, almeno per il momento, sembrano non colpire le imprese straniere. E’ quanto emerge dall’osservatorio relativo al 2020 redatto dalla Camera di Commercio della Romagna. Il + 2,7% che si registra in provincia è in linea con i dati regionali e nazionali. Nel riminese risultano 4.380 le imprese straniere attive, il 12,85 del totale. I principali settori economici risultano il Commercio (34% delle aziende straniere), le Costruzioni (30,7%), l’Alloggio e ristorazione (10,4%), l’Industria Manifatturiera (5,2%). Rispetto all’anno precedente si registrano crescite generalizzate: +2% il Commercio, +3,3 le Costruzioni, +2,7 l’Alloggio e ristorazione, +1,3% il Manifatturiero. I settori con la più alta incidenza percentuale di realtà straniere sono le Costruzioni (27,6%) e il Commercio. Prevalentemente si tratta di imprese individuali (77,9%) e oltre la metà si trova nel comune capoluogo (55,7%) seguito da Riccione (10%) e Bellaria-Igea Marina (6,6%). Dopo Rimini col 16,4%, i comuni con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale di quelle attive sono Talamello (13,6%), Gemmano (13,5%), Bellaria-Igea Marina (12,9%), San Clemente e Montescudo-Monte Colombo (12,8% per ciascuno) e Verucchio (12,6%). Le nazionalità più rappresentate sono Albania (657 imprese), Bangladesh (362), Romania (361), Cina (297) e Marocco (161). Da evidenziare come più della metà delle imprese albanesi e rumene appartengano al settore edile (rispettivamente, 68,5% e 64,3%) e delle imprese bengalesi e marocchine al commercio (nell’ordine, 92,0% e 52,2%). Maggiore equidistribuzione, invece, per le imprese cinesi: il 42,4% sono attive nel commercio, il 26,3% nel manifatturiero, il 16,5% nei servizi alle persone e il 12,5% nella ristorazione.

Da qualche anno i dati rilevano una crescita delle imprese straniere nel nostro Territorio, crescita che si conferma anche per il 2020, nonostante le difficoltà straordinarie che hanno caratterizzato questo ultimo periodo – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna -. Quello dell’imprenditorialità “straniera” rappresenta sicuramente un fenomeno complesso, che necessita di “chiavi di lettura” specifiche e di riflessioni. Prima fra tutte quella che ci fa rilevare come le persone che decidono di migrare, in genere, sono quelle più dinamiche, più dotate di “propensione al rischio” e che possiedono una buona capacità di adattamento. Va poi comunque sottolineato che il trend in crescita conferma l’attrattività dei nostri Territori. Inoltre, si può notare che le imprese guidate da stranieri rappresentano, non solo un fattore di benessere per le rispettive famiglie, ma anche un fattore di sana integrazione, con ricadute economiche e sociali positive. Concludo sottolineando che si tratta di un fenomeno importante che deve essere guidato da politiche mirate e finalizzate a favorirne lo sviluppo nell’ambito della legalità“.

Notizie correlate