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Fermento politico

Verso le amministrative a Rimini: a che punto sono le coalizioni?

In foto: verso le amministrative 2021
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 12 gen 2021 16:42 ~ ultimo agg. 13 gen 16:30
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Ancora non è certo se, causa pandemia, le amministrative a Rimini potranno svolgersi regolarmente in tarda primavera o ci saranno posticipi ma il fermento che attraversa il mondo politico riminese lascia intendere che la campagna elettorale è già iniziata. Certo, i nodi da sciogliere sono ancora tanti e in tutte le coalizioni. L’unica certezza, al momento, è la candidatura a sindaco di Mario Erbetta di Rinascita Civica (e Liberal Socialisti), che si propone come terza via rispetto a centro sinistra e centro destra. Il suo annuncio già lo scorso ottobre. Le principali coalizioni invece sono ancora nella fase di redazione del programma. Almeno a parole. Questo non significa che nomi non ne stiano uscendo.

Per quanto riguarda il centro destra, a gestire i primi incontri tra i partiti è stato il segretario della Lega Nord Romagna Jacopo Morrone subito chiamato a smentire le voci su una candidatura dell’imprenditore Lucio Paesani. “E’ una grandissima risorsa per la città – ha scritto non più tardi di un mese fa – e per l’ampia area che si è riunita intorno all’ambizioso progetto che si sta elaborando, ma ancora è troppo presto per ‘bruciare’ inutilmente nomi di prestigio nella hit parade delle candidature.” Una smentita di rito ma non, all’apparenza, definitiva. Chi invece si è chiamato fuori dalle candidature, pur confermando il sostegno al centro destra, è l’altro imprenditore Bonfiglio Mariotti. Candidato civico o politico, è il dilemma che attanaglia la coalizione con posizioni contrastanti tra i vari leader locali. Intanto, comunque, la Lega allarga le proprie fila dando il benvenuto ai nuovi arrivati Gennaro Mauro (consigliere comunale uscente) e Claudio Di Lorenzo provenienti dalla civica di centro destra Uniti si Vince.

C’è ancora più bagarre nel centro sinistra, alla ricerca del successore di Andrea Gnassi. Le prime polemiche sono scoppiate già lo scorso ottobre con la disponibilità alla candidatura ufficializzata dall’attuale presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti. Un’uscita mal digerita, per modi e tempi, dal segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti che, in più di una occasione, aveva spiegato come il partito stesse lavorando per cercare una figura in grado di unire la coalizione evitando le primarie. Di diverso avviso il segretario comunale Alberto Vanni Lazzari. Il botta e risposta, piuttosto acceso, ha coinvolto, per alcuni giorni, vari esponenti del partito: da Nadia Rossi, in linea con la segreteria provinciale, a Juri Magrini, in sintonia invece con quella comunale. Nel frattempo, nonostante l’assenza di conferme ufficiali, ha preso corpo nelle settimane un’altra candidatura in continuità, questa volta, con il Governo cittadino uscente: quella di Jamil Sadegholvaad, sempre più attivo sui social, con interventi su diversi temi cittadini. Ma il centro sinistra non è solo il Pd e in questi giorni si sono fatte sentire le liste civiche che hanno sostenuto Gnassi nel 2016: da Rimini Attiva a Patto Civico passando per Futura e il nuovo arrivato (dalla minoranza) Andrea Bellucci. Con un documento congiunto hanno auspicato uno sforzo unitario per l’individuazione di una figura capace di aggregare un ampio schieramento politico e sociale in coerenza col percorso avviato in questi anni. Una descrizione che sembrerebbe combaciare con la figura dell’assessore Sadegholvaad. Niente auto candidature, hanno poi aggiunto le civiche, senza fare nomi, ma con chiari riferimenti ad Emma Petitti.
Le autocandidature sono un valore aggiunto”, è stata la risposta a stretto giro del segretario Pd Vanni Lazzari che ha poi spiegato che “una candidatura unitaria decisa tra tutte le componenti del centrosinistra è la soluzione che in tanti auspicano” ma “si realizza solo se la soluzione soddisfa tutte le aree culturali e politiche. Altrimenti sono inevitabili le primarie”. E, almeno al momento, sembrano proprio inevitabili.

Sulle dinamiche del centrosinistra interviene poi anche un ex civico di maggioranza, recentemente passato in minoranza, Davide Frisoni. “Un film già visto” dice “l’esperienza di Patto Civico che con il 14% e 5 consiglieri non è stato in grado di incidere, dovrebbe far riflettere i cosiddetti nuovi “Civici”. Figuriamoci – chiosa – se il PD può essere condizionato da una quantità di piccoli cespugli ex PD o di sinistra”.

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