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La classifica

In Emilia Romagna la sanità più efficiente secondo Demoskopica

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 23 gen 2021 16:39
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L’Emilia-Romagna è in testa, tra le Regioni italiane, per efficienza del sistema sanitario, seguita da Trentino-Alto Adige e Veneto. A stabilirlo è l’IPS 2020, l’Indice di Performance Sanitaria, realizzato per il quarto anno consecutivo dall’Istituto Demoskopika. Otto gli indicatori: soddisfazione per i servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita. L’Indice di Performance Sanitaria 2020 dell’Emilia-Romagna è pari a 107,7, poi Trentino-Alto Adige (107,6 punti) e Veneto (105,6). Dalla “fotografia” scattata all’interno del panorama italiano emergono sei realtà regionali “sane”, nove “influenzate” e cinque “malate”.

Non possiamo che essere orgogliosi per quanto certifica Demoskopica, e cioè che l’Indice di Performance Sanitaria della Regione Emilia-Romagna è il migliore in Italia– commentano Stefano Bonaccini, presidente della Regione, e Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute. Ma al di là delle classifiche, pur importanti, quel che conta per noi è la salute dei nostri cittadini”.

Per questo– aggiungono presidente e assessore- continuiamo a potenziare la rete dei servizi sanitari ospedalieri e di prossimità territoriale, obiettivi verso cui mettiamo ogni nostra energia. Così come investiamo, lo abbiamo fatto con oltre 23mila assunzioni nell’ultimo quinquennio, nel potenziamento del personale sanitario, a cui va tutto il nostro ringraziamento per la tenacia e l’abnegazione che continua a dimostrare anche in un periodo così difficile come quello che stiamo attraversando”.

Secondo Bonaccini e Donini la classifica non solo attesta che quello emiliano-romagnolo è il sistema sanitario più in salute del Paese, ma “conferma indirettamente quanto sia stata giusta la scelta che abbiamo fatto in Emilia-Romagna di abolire, già dal 2018, il superticket e il ticket per le prime visite nelle famiglie con più di un figlio, per difendere e rafforzare il nostro sistema sanitario pubblico e universalistico”.

L’Emilia-Romagna, infatti, risulta la meno toccata dal “disagio economico”, cioè dalla difficoltà espressa dalle famiglie che hanno dichiarato di non poter affrontare in alcuni periodi le spese necessarie per curarsi: se a livello nazionale nel 2019 le famiglie che hanno affermato di trovarsi in questa situazione sono state oltre 1,6 milioni, in regione si è registrato il numero più basso (1,9% sul totale regionale).

Tra gli otto indicatori considerati, la mobilità sanitaria. Per quanto riguarda quella “attiva”, in numeri assoluti l’Emilia-Romagna è al secondo posto tra le regioni che attraggono più pazienti non residenti (109mila ricoveri extraregionali), dopo la Lombardia. E sulla mobilità “passiva”, con il 6,4%, registra uno tra i rapporti minori di ricoveri fuori regione dei residenti sul totale dei ricoveri, collocandosi al terzo posto, con un punteggio di 108,4.