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La donna morta in incendio

In piazza Cavour il presidio "per non dimenticare Arianna"

In foto: il presidio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 13 dic 2020 20:42 ~ ultimo agg. 20:50
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Nel pomeriggio in piazza Cavour c’è stato il presidio di Casa Madiba Network, Adl Cobas e Non una di meno nel ricordo di Arianna, la 37enne della provincia di Potenza deceduta nel rogo del suo appartamento in un residence di San Giuliano. Arianna, laureata, aveva accettato di trasferirsi a Rimini per lavorare come ATA in una scuola. Un presidio “Sul presente che non è vita e un futuro che non ci sarà mai” per sottolineare i temi della precarietà occupazionale e delle difficoltà abitative che molte persone vivono.

“La sua biografia – ricordano i promotori – poteva essere quella di tante e tanti di noi. Nella decisione, sempre più obbligata, di emigrare dalla propria città di nascita, dal sud verso il nord, restando in Italia o recandosi all’estero, per trovare condizioni di vita migliori, per sconfiggere quella precarietà che ti stritola come una morsa”.

Aspetti che la pandemia ha acuito: “Non bastano i ristori, non bastano i contributi frammentati e segmentati con i loro mille nomi diversi reso inaccessibili da requisiti sempre più stringenti e irraggiungibili oltre che iperburocraticizzati (alla faccia dell’innovazione della P.A.) .

Vogliamo un reddito universale, incondizionato. E accanto a questo un salario minimo, una linea netta che stabilisca che sotto ad una certa retribuzione sia illegale lavorare. Vogliamo una casa per tutt@.Vogliamo investimenti seri nell’ambito delle politiche abitative, che si metta mano al patrimonio sfitto di questo Paese, e lo si inizi a fare dalla città di Rimini, quella che vede migliaia di metri cubi di cemento versati nella costruzione di strutture alberghiere che dopo aver impattato pesantemente sul paesaggio e il territorio sono ora abbandonate e in uno stato fatiscente.

Vogliamo che le stesse risorse economiche investite nel settore turistico siano adoperate anche in altri settori non meno strategici come quello sociale e abitativo; vogliamo che il Recovery Fund sia utilizzato per investimenti nelle scuole pubbliche e nelle università, nella ricerca, nella sanità, nell’edilizia popolare, in quella sommatoria di aspetti che ha portato una lavoratrice precaria di 37 anni a morire in un incendio nel 2020 in un monolocale a Rimini”.

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