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progetto Toy story

Il TeamBòta e la carica dei 300 piccoli volontari: "Un giocattolo ai più bisognosi"

In foto: i volontari del TeamBòta con il sindaco Gnassi
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 19 dic 2020 19:35
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Una raccolta di giocattoli che a Natale farà felici centinaia di bambini riminesi le cui famiglie vivono nell’incertezza economica del momento, accentuata dall’emergenza Coronavirus. Sono stati più di 300 i piccoli volontari che hanno aderito all’iniziativa solidale dell’associazione TeamBòta Rimini, con la collaborazione di Comune, Caritas e Volontarimini, e che sabato scorso, accompagnati dai loro genitori, hanno donato vecchi giocattoli ormai in disuso.

La pizzeria “Come stai?”, in piazzetta San Martino, è stata trasformata in un punto di raccolta, dove i volontari del TeamBòta hanno selezionato, disinfettato e igienizzato peluches, giochi in scatola, bambole, soldatini, costruzioni e tanto altro ancora. Tutti giocattoli che domani (domenica) verranno distribuiti ai bambini meno fortunati della città. “In un momento storico in cui i bambini hanno dovuto sacrificare un fattore importante della loro vita, il divertimento, ci sembrava importante poter concedere loro un breve momento di felicità, condivisione e di gioia – afferma Michele Lari, presidente del Teambòta -. Educare una nuova generazione di bambini ad un gesto di solidarietà, riuscendo a trasformare questo semplice gesto in un’esperienza coinvolgente è stato il successo più grande di tutta l’iniziativa”. Del resto, come spiega Giorgio Matassoni, titolare del “Come stai?” e membro fondatore dell’associazione, “sono le azioni ordinarie a generare effetti straordinari”.

Anche il sindaco Gnassi plaude all’iniziativa: “Con il progetto Toy Story è stato raggiunto un altro risultato emozionante, con oltre 300 bambini coinvolti. TeamBòta è l’esempio di quel protagonismo civico, spontaneo, diffuso che è nella natura di Rimini e che è un nostro patrimonio – commenta Gnassi -. Un protagonismo che nel gesto di solidarietà trova persino il senso della propria impresa. Nei primi mesi della pandemia la città e il TeamBòta hanno incrociato per caso il loro cammino e insieme, attraverso azioni come la consegna di spesa e medicinali, si è riusciti a costruire qualcosa di concreto per dare una mano a chi era in difficoltà, a chi ha avuto un inciampo. TeamBòta, lo si capisce già dal nome in dialetto – conclude il sindaco – è un’esperienza legata alle nostre radici, è sentirsi parte di qualcosa. Ed è sogno, il sogno di cambiare per aiutare il prossimo. Ringrazio questi ragazzi, che rappresentano un pezzo di città che è già in moto e che è da proteggere, per dare gambe alla Rimini del futuro”.

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