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L'infettivologo Boschi a "Tutta salute": test HIV-Covid per ora non fattibili

In foto: Il dottor Boschi a Tutta salute
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 1 dic 2020 15:23 ~ ultimo agg. 2 dic 11:11
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Questa sera, a Tutta salute, si parlerà AIDS nella GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL’AIDS. Alle 20:40, dopo la breve meditazione in tempi di Avvento del Vescovo Lambiasi, in studio con la giornalista Lucia Renati il dottor Andrea Boschi, infettivologo, responsabile della struttura interdipartimentale “Gestione infezione da HIV” dell’Ausl Romagna. Il dottor Boschi collegato dalla corsia del suo reparto, ha illustrato un quadro ancora difficile per quanto riguarda la possibilità di effettuare i test sierologici per gli anticorpi COVID accanto a quelli per l’HIV, come invece ha annunciato la Regione, perché, al momento, manca personale. Molti medici, infatti, ha detto Boschi alla trasmissione di Icaro tv, sono a casa perché contagiati col covid e non ci sono abbastanza operatori per fare l’uno e l’altro.  Guarda lo stralcio della puntata:

Ad integrazione di quanto detto dal dottor Boschi, l’Azienda Usl della Romagna ci ha tenuto a precisare che si sta attrezzando a livello organizzativo e di risorse umane, per garantire in tempi brevissimi l’esecuzione di entrambi gli esami diagnostici congiuntamente, gratuitamente, in modo da favorire l’esecuzione del test hiv, fondamentale per effettuare una diagnosi precoce della malattia, anche in un momento in cui il covid rischia di limitare l’accesso delle persone ai servizi sanitari.

Il dottore ha poi raccontato di come dell’HIV si parli ancora poco e male e di quanti pregiudizi ci siano nei confronti delle persone sieropositive.

Non abbassare la guardia nei confronti di una malattia che si può curare, ma dalla quale non si può ancora guarire. Oggi 1 dicembre, si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids. La pandemia di Covid-19 ha impattato negativamente non solo sul cancro e su altre malattie croniche, ma anche sull’epidemia di Aids, soprattutto nei paesi meno ricchi e con sistemi sanitari più fragili. Per questo, il tema della Giornata mondiale contro l’Aids di quest’anno è “Solidarietà globale, responsabilità condivisa” e l’Organizzazione mondiale della sanità richiama l’attenzione di tutti su questo problema e sulla necessità di una solidarietà che sia diffusa e appunto non locale.  In Italia i nuovi casi sono in calo dal 2012, ma stanno crescendo le diagnosi tardive: ben il 60% delle persone scopre di avere la malattia già in fase avanzata.

I  numeri in regione: 

In Emilia-Romagna in dieci anni, dal 2010 al 2019, le nuove diagnosi di HIV tra i cittadini residenti sono quasi dimezzate, passando da 388 a 209 (165 uomini e 44 donne), con un’incidenza del 4,7 ogni 100mila abitanti, quindi un -46%. Nel 2019 sono state 22 in provincia di Rimini con una incidenza di 6,5 ogni centomila abitanti, che resta comunque la più alta in Regione. I nuovi casi rilevati sono: 47 a Bologna, 30 a Modena, 24 a Ravenna, 22 a Parma e Rimini, 21 a Forlì-Cesena, 20 a Reggio Emilia, 13 a Piacenza e 10 a Ferrara. Le persone giunte tardi alla diagnosi sono state 122. 59 invece i residenti in Emilia-Romagna che hanno sviluppato la malattia conclamata, quindi l’Aids, nel 2019. Tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 31% ha dai 30 ai 39 anni, il 68% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni, i casi di sieropositività sono invece modesti tra i più giovani e negli ultracinquantenni. L’incidenza tra i maschi è 11,4 casi ogni centomila abitanti, tra le femmine è 3,8. Le persone straniere con Hiv sono poco meno di un terzo del totale (32%), sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile.
La modalità di trasmissione principale (88%) è quella sessuale. Il 47% di tutti i casi è dovuto a trasmissione eterosessuale e purtroppo la percezione del rischio tra gli eterosessuali è molto bassa: solo il 14% dei sieropositivi l’ha dichiarata come motivazione del test di diagnosi.
Le persone giunte tardi alla diagnosi lo scorso anno sono state 122: il 58% dei nuovi casi. Al momento della diagnosi il 43% delle persone era già in Aids o in una fase molto avanzata dell’infezione.
In Emilia-Romagna chi esegue il test HIV può fare gratuitamente anche il test sierologico per evidenziare la presenza di anticorpi al coronavirus.

Il test HIV può essere svolto in anonimato, mentre per il sierologico occorre rilasciare le proprie generalità per essere ricontattabili in caso di positività. La buona notizia è che nel territorio romagnolo dal 2010 al 2019 le nuove diagnosi da Hiv sono diminuite, con una incidenza che nel 2019 risulta più che dimezzata. Però a Rimini è ancora l’incidenza più alta in regione.

L’importanza del test
Fare il test per l’hiv periodicamente è una buona abitudine per tutte le persone sessualmente attive, per vivere in modo più sereno le proprie relazioni. Fare il test è l’unico strumento per riconoscere tempestivamente l’infezione da hiv, accedere alle cure e ai servizi medici necessari per tenerla sotto controllo.

Tutte le informazioni sul sito http://www.helpaids.it/testsierologici

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