Indietro
menu
Un "affare" da due milioni

La querelle sull'Ici tra Comune di Rimini e Ministero finisce in Cassazione

In foto: il palazzo della Cassazione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 18 nov 2020 14:27 ~ ultimo agg. 14:32
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Con l’approvazione della relativa delibera, ieri pomeriggio, la Giunta Comunale ha deciso di resistere nel giudizio dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, dopo il ricorso dei Ministeri dell’Economia e Finanze e dell’Interno, condannati dalla Corte d’Appello a versare al Comune di Rimini oltre 2 milioni di euro come risarcimento per Ici non versata dallo Stato.

Una condanna con cui la Corte d’Appello di Bologna, 6 mesi fa, aveva respinto il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno e dal Ministero Economia e Finanze (MEF) contro la sentenza di primo grado che, nel giugno 2016, accolse le ragioni del Comune di Rimini, condannando i Ministeri a versare i contributi economici compensativi, per ICI immobili di categoria D, che avrebbe dovuto ricevere dallo Stato per gli anni compresi tra il 2001 e il 2009.

Una complessa vicenda – ricorda l’Amministrazione Comunale – che pone le sue basi vent’anni fa, con l’introduzione della possibilità per i fabbricati di categoria D (che comprende anche gli alberghi) di rivedere le proprie rendite catastali e definendo per legge che i minori imponibili derivanti dalla autodeterminazione provvisoria di tale rendite fossero compensati con corrispondente aumento dei trasferimenti statali. A causa però di una diversa interpretazione della normativa, il Comune di Rimini ha subìto una riduzione degli importi spettanti per oltre 1,8 milioni di euro (856mila euro recuperati dal Ministero perché considerati non dovuti e 984mila euro mai versati). Per questo motivo, l’Amministrazione, a fronte di un cambio di interpretazione della norma che ha finito per penalizzare il bilancio comunale, decise nel gennaio del 2010 di presentare ricorso al TAR, il quale dichiarò il difetto di giurisdizione in favore del Giudice Ordinario e, conseguentemente, proseguì con la costituzione in giudizio innanzi al Tribunale di Bologna che in primo grado nel 2016 riconobbe la bontà delle ragioni del Comune.

L’eventualità del ricorso in Cassazione da parte dei Ministeri era già stata valutata dal Comune di Rimini che nella eventualità, considerata remota, di una condanna ha previsto, un adeguato accantonamento al fondo rischi contenzioso.

“Abbiamo deciso di resistere al ricorso dei Ministeri – sottolinea l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasiniper ribadire le ragioni del Comune di Rimini. Lo Stato interviene con riforme e provvedimenti che incidono sulle entrate di un Comune e non sono mai previsti trasferimenti a titolo compensativo, per far sì che i Comuni non debbano far fronte a squilibri di bilancio improvvisi. Queste sono risorse che oggi più che mai diventano essenziali, per far fronte allo sbilancio dovuto alla pandemia, sul quale attendiamo dal Governo garanzie e certezze finanziarie per mantenere adeguato il livello di servizi alle famiglie e di sostegno alle imprese in questa fase delicatissima.”