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ribadito parere negativo

Eolico. In attesa di decisione Conferenza Servizi Basta Plastica in Mare scrive agli enti

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 26 nov 2020 17:35
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L’importante novità è che le recenti “Linee Guida sullo sviluppo delle energie eoliche in Europa” approvate il 18 novembre 2020 dalla Commissione Europea, contengono un intero capitolo sugli impianti eolici offshore. Esse confermano le osservazioni sugli impatti in-sostenibili messe a punto e rese pubbliche da Basta Plastica in MARE“. E’ la premessa con cui l’associazione ambientalista torna a parlare dell’impianto eolico in mare. Entro domani, 27 novembre, la Conferenza dei Servizi deve deliberare sul rilascio della Concessione Demaniale e Autorizzazione unica richiesta dalla Società Energia Wind 2020 per la realizzazione e l’esercizio della centrale eolica. L’APS non è ammessa a esprimere un voto , ma sente il dovere di contribuire a preservare la cultura identitaria e per questo ha messo nero su bianco le sue valutazioni, inviate a tutti i soggetti interessati.

Si tratta – spiegano la presidente Manuela Fabbri e l’architetto paesaggista Marco Zaoli che hanno sottoscritto il parere – di un parere analitico e complesso che intendiamo rilasciare a futura memoria. A beneficio della nostra comunità e oltre, poiché presto sarà pubblicato su un’importante rivista scientifica e diverrà caso di studio universitario, a differenza di altri che rilasciano vaghe opinioni sui media. Si tratta di un parere frutto di un approfondimento multidisciplinare al quale hanno contribuito l’Avvocato Gianluigi Ceruti (già vicepresidente di Italia Nostra e senatore promotore della legge sulle aree protette terrestri e marine) e dell’insigne biologo marino Prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara (consulente della Commissione Europea, Presidente del Tethys Research Institute).

I punti più salienti che l’associazione ecologica sottopone all’attenzione degli enti si rifanno alle recenti “Linee Guida sullo sviluppo delle energie eoliche in Europa” che contengono un intero capitolo sugli impianti eolici offshore. Il paragrafo dedicato ai mammiferi marini ha avuto come consulente la massima autorità sulla specie, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, biologo marino anche consulente di Aps BPiM.

Le linee guida del 18 novembre 2020 approvate dalla Commissione Europea, non potevano certo essere note agli estensori di un vecchio progetto del 2007, ma gli ecologisti e noi con loro, già avevano certezza dalle ricerche più avanzate, degli impatti negativi che le interferenze con gli ecosistemi avrebbero provocato sulle specie marine, seppure localmente contrastare dagli interessati sostenitori dell’impianto, sedicenti esperti.

Nella direttiva europea i fondamenti per la localizzazione e progettazione degli impianti eolici offshore a basso rischio ecologico sono principalmente due:

1. la pianificazione dello spazio marittimo deve adottare un approccio ecosistemico con gli Stati membri che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del settore energetico in mare, al trasporto marittimo, alla pesca e all’acquacoltura e alla conservazione, protezione e miglioramento dell’ambiente;

2. le interferenze con la fauna marina vanno opportunamente considerate nella localizzazione e progettazione. Con riferimento soprattutto ai mammiferi marini e agli impatti in corso di costruzione, di dismissione e in esercizio degli impianti eolici. L’area del nord Adriatico è un “Importante area per mammiferi marini” con attiva presenza stanziale di tursiopi (una specie di delfino prevalentemente costiera) così come fin dall’inizio Basta Plastica in MARE ha sostenuto, con la quale l’impianto eolico sarebbe per la metà in conflitto.

  • Altri impatti evidenziati da BPiMARE sono suggeriti dallo studio “Fra la terra e il mare” della Regione Emilia-Romagna e ISMAR-CNR, con cui l’impianto eolico confliggerebbe: relativi alla conservazione e tutela degli habitat marini, l’impossibilità di realizzare davanti a Rimini la zona di protezione della sogliola sia per la modificazione dei fondali e dell’habitat marino che si instaurerebbe attorno ad ognuno dei piloni degli aerogeneratori e lungo i loro allineamenti, con modificazione conseguente delle specie marine presenti.

  • Impatto su zone di protezione della fauna lungo la costa – dal Delta del Po al Monte San Bartolo – su conservazione di habitat e incolumità degli uccelli.

A cui si aggiungono altri impatti citati nelle precedenti osservazioni:

  • Sostanziale impossibilità di navigare e pescare in una estesa porzione di mare, il perimetro dell’impianto – 10 km x 13 km – alla luce sia della normativa sulla sicurezza della navigazione vigente nel nostro paese ed anche di quella emanata dal Regno Unito che, tra Inghilterra, Scozia e Irlanda, ha installato circa 11.000 aerogeneratori in mare ad inizio 2020.

  • Di estrema visibilità sia di giorno che di notte con importante modifica del paesaggio marino che rappresenta un fattore fondamentale di identità e cultura del territorio riminese e dalla sua popolazione.

  • L’energia prodotta sarebbe meno del 10% di quella complessivamente consumata in provincia di Rimini (tra elettrica erogata, consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento, consumi industriali, combustibili per trasporti, ecc.). Molto più vantaggioso l’intervento di efficientamento energetico degli edifici e di realizzazione di tetti fotovoltaici: questi ultimi, se installati sui già esistenti, produrrebbero circa 2,7 volte l’energia potenzialmente producibile dall’impianto eolico (dal soggetto consumatore che può affrancarsi dal fornitore).

  • Superficie marina consumata, a scapito degli altri usi e della realizzazione – come previsto dalla Commissione Europea – del 30% di mare tutelato da zone di protezione e riserve marine.

In conclusione: il documento conferma nettamente il parere negativo al rilascio della concessione demaniale e dell’autorizzazione unica alla società Energia Wind 2020 srl, con sede legale a Breno (BS), finalizzata alla realizzazione ed esercizio della centrale eolica offshore “Rimini” (330 mw) e opere connesse.

 
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