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Con la nuova ordinanza

Dopo la campagna di "Scuole di musica unite" riparte l'attività individuale

In foto: repertorio
di Redazione   
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sab 28 nov 2020 09:02 ~ ultimo agg. 09:30
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“I corsi di formazione, di qualunque genere o natura, organizzati da soggetti sia pubblici che privati possono svolgersi solo con modalità a distanza, fatti salvi quelli in forma individuale che possono svolgersi in presenza, nel rispetto del protocollo approvato con ordinanza n. 87 del 23 maggio 2020 come modificato con ordinanza n. 109 del 12 giugno 2020″. Lo recita, all’articolo A9, la nuova ordinanza della regione Emilia Romagna per il contenimento del coronavirus.

Il movimento “Scuole di musica unite”, che raggruppa 80 scuole da Bologna a Riccione, si era battuto per poter riprendere l’attività in presenza: “Siamo soddisfatti anche se le nostre richieste sono state accolte in parte – si legge oggi in una nota – Ma siamo persone coi piedi per terra e senso di responsabilità: siamo consapevoli del momento difficilissimo che stanno gestendo i nostri amministratori, impegnati in primo luogo ad assicurare la salute di noi cittadini e il contenimento dell’emergenza. Sappiamo che la nostra accorata richiesta è arrivata al Presidente Bonaccini, alla giunta e al consiglio regionale. Sapevamo di avere a che fare con persone intelligenti e sensibili al nostro operato. C’è stata discussione in sede consigliare sulle nostre richieste che erano volte ad aprire in presenza i corsi individuali, le musicoterapie, ma anche i corsi per i bambini più piccoli e gli ensemble strumentali e vocali per piccolo gruppo.
In questo preciso momento ci sentiamo di ringraziare tutti gli amministratori per questo segnale di apertura che non era scontato, e continuiamo a richiedere un dialogo costante con i vertici. Dobbiamo questa visibilità anche all’opinione pubblica che ci ha supportato firmando la nostra petizione, la stampa che ci ha dato ampio spazio, tutte le famiglie che frequentano le nostre scuole”.

Un modo di lavorare che è stato illustrato alla Regione che ha permesso la parziale ripartenza dell’attività: “Ci occupiamo di musica. Il suono si trasmette attraverso l’aria. Fare un lavoro sul suono quando tra allievo e maestro vi è un ritardo o sfasamento dovuto alla trasmissione online, o quando, nel caso del violino per esempio, arco e suono ti arrivano asincroni è frustrante sia per i ragazzi che per i docenti. L’online è un palliativo che ci ha permesso di tenere alta la motivazione durante la prima quarantena, ma adesso anche i ragazzi hanno molto sofferto questo ritorno indietro. Senza contare che per i più piccoli manca l’elemento centrale della trasmissione della musica, che è basato sulla relazione, sul linguaggio non verbale, sul suono e sul movimento. Immaginiamo poi per quanto riguarda la musicoterapia. No, non è possibile”.

 
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