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Osservatorio Ires Emilia Romagna

Consumo del suolo record in provincia: maglie nere Riccione e Cattolica

In foto: il dato sul consumo del suolo
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 6 nov 2020 13:40 ~ ultimo agg. 7 nov 11:29
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In occasione delle Giornate Rosso Quadrato organizzate dalla CGIL di Rimini, è stato presentato l’Osservatorio sull’economia e il lavoro in provincia di Rimini a cura di Giuliano Guietti Presidente dell’Ires CGIL Emilia Romagna. Eccone alcuni degli aspetti più rilevanti.

Gli effetti della pandemia sull’economia riminese hanno amplificato le criticità che già nel 2019 avevano rallentato la crescita del territorio. Se infatti il valore aggiunto stimato per l’anno in corso segna un tracollo dell’11,1% (il più alto della Regione), già lo scorso anno il dato era prossimo allo zero (+0,2%) con un calo, per quanto contenuto, delle esportazioni (-0,1%) ed una crescente difficoltà anche del turismo (appena +0,3% sul 2018). Colpa, tra virgolette, di una economia centrata sui servizi e in particolare proprio su un turismo che, più di altri, ha subito i contraccolpi del covid.

Ma c’è anche dell’altro. Ad esempio l’accelerazione nel processo di invecchiamento della popolazione con 41mila residenti over 75. Aspetto che porta con se evidenti criticità di carattere sociale. Si registra anche un progressivo spopolamento dei comuni montani a fronte di un aumento di residenti nelle aree costiere o immediatamente a ridosso della costa: in 10 anni, ad esempio, Casteldelci e Pennabilli hanno perso rispettivamente il 16 e il 12% degli abitanti mentre San Clemente e Misano ne hanno guadagnati il 13,5 e il 12,5%.

Il dato però più preoccupante del 2019 riguarda il mercato del lavoro. Perché se è vero che la disoccupazione cala dall’8,2 all’8%, il dato è “drogato” dal calo degli occupati e dall’aumento degli inattivi. Numeri che si innestano poi in un quadro riminese caratterizzato da molti lavori precari, stagionali e part-time con un basso numero di ore lavorate.

Ad influenzare economia e lavoro anche la situazione ambientale. E anche da questo punto di vista, in provincia c’è molta strada da fare. Il consumo del suolo è infatti il più consistente dell’intera Regione col 12,8% di territorio urbanizzato (contro l’8,9 dell’Emilia Romagna), picchi nelle realtà costiere e Riccione e Cattolica che superano addirittura il 50% (rispettivamente 51,1% e 61,6%) figurando tra i primi cento comuni italiani (e unici dell’Emilia Romagna) in questa non invidiabile classifica. L’eccessivo consumo di suolo comporta conseguenze dal punto di vista idrogeologico con il rischio di frane e soprattutto alluvioni che arriva a coinvolgere circa un terzo della popolazione riminese e delle imprese locali.

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di Redazione