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Garattoni su eolico. Progetto insostenibile, ma su rinnovabili serve di più

In foto: repertorio
di Redazione   
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dom 25 ott 2020 08:49 ~ ultimo agg. 09:03
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D’accordo con la bocciatura del sindaco Gnassi ma occorre fare di più sulle rinnovabili. Lo afferma Luigino Garattoni di Sinistra Italiana, ex consigliere provinciale dei Verdi, sulla questione del progetto dell’impianto offshore.

In questo momento si sente parlare dell’eolico offshore, l’eolico in mare, nel tratto di mare prospicente la costa riminese. Ovviamente l’energia che verrebbe prodotta da questa tecnologia, che utilizza il vento, è un’energia rinnovabile e non si può che essere favorevoli a questo. Esistono però delle importanti riserve che riguardano la valutazione sugli impatti ambientali: ecosistemi marini, pesca, navigazione, tutela del paesaggio che non possono essere nascosti . Il progetto riminese prevede 59/51 pale eoliche disposte su tre file a semicerchio dell’altezza di circa 220 metri con una apertura alare di 180 metri e un diametro di 5 metri disposte ad una distanza di circa 700 metri una dall’altra e sarebbero ben visibili dalla costa. L’area interdetta alla pesca e alla navigazione sarebbe di diverse decine e decine di km/q. La potenza che questo impianto svilupperebbe sarebbe pari a 320 MW, il triplo di quanto stabilisce il piano energetico regionale. Non si può accettare, poi, che la programmazione, che deve essere pubblica, venga assoggettata a quelli che sono interessi privati. La durata media di questi impianti è dell’ordine di 20/25 anni, una volta esaurito il ciclo vitale vi è la certezza del loro smontaggio? Oggi esistono anche decine di piattaforme metanifere fuori servizio che non vengono smontate e con l’usura del tempo possono pregiudicare la sicurezza della navigazione e diventare un pericolo anche dal punto di vista ambientale. Queste considerazioni mi fanno dire che questo impianto non è sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista dell’economia del nostro territorio : le priorità sono il turismo e la pesca.

Garattoni parla poi di alternative: “Oggi esistono gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie, che sono stati prorogati a tutto il 2023 ed aumentati fino al 110% per interventi antisismici e per altre tipologie di interventi che migliorino l’efficienza energetica. Questi incentivi possono essere il volano per ristrutturare la gran parte degli edifici esistenti, costruiti negli anni 60/70, migliorando l’efficienza energetica degli stessi e possono creare nuovi posti di lavoro legati a questi interventi e a queste tecnologie. L’amministrazione comunale dovrebbe creare un apposito ufficio per la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili e convocare assemblee pubbliche nei quartieri per fornire ai cittadini le informazioni per questi interventi e snellire la burocrazia legata alle pratiche necessarie.” Andrebbero favoriti e incentivati gli impianti di piccole dimensioni ( tetti fotovoltaici) per le famiglie, le piccole e medie imprese, gli edifici pubblici, le scuole e non quelli a terra e di grandi dimensioni. Le fonti rinnovabili debbono seguire un modello, per creare una vera democrazia energetica, che permetta a famiglie e imprese di risparmiare e di tagliare le emissioni di CO2 “ , questo era scritto nel programma elettorale di Gnassi . A che punto siamo?

L’amministrazione comunale uscente aveva anche proposto un forum riminese per le energie rinnovabili distribuite ( F.R.E.D.) che doveva coinvolgere tutti gli attori sociali , gli operatori economici che lavorano sulle energie rinnovabili. Occorre fare il punto su questo progetto, quanti sono gli impianti fotovoltaici installati, di quale potenza e a quanto ammonta la potenza complessiva fotovoltaica installata. Per i prossimi 5 anni bisognerebbe fare un piano per raggiungere la quota del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili.

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