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Un'idea per le piattaforme

Eolico offshore. Il no di Frisoni: stop a progetti caduti dall'alto

In foto: Davide Frisoni
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 28 ott 2020 13:08 ~ ultimo agg. 15:24
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Anche da Davide Frisoni, neo consigliere di opposizione di Rete Civica, arriva un deciso no al progetto dell’eolico offshore al largo di Rimini. Progetto vecchio, spiega, e incurante dell’impatto paesaggistico. E non va ripetuta l’esperienz di un progetto calato dall’alto come il TRC. In mare ci sarebbe invece un’altra opportunità per Frisoni: riconvertire le piattaforme esistenti a fonti di energie rinnovabili ma anche come ambienti sottomarini di attrazione turistica.

L’intervento di Davide Frisoni:
Rimango nella mia posizione. Come già dichiarato in Consiglio Comunale qualche mese fa, rimango contrario a questo progetto di parco eolico. Un progetto nato 15/20 anni fa con tecnologie legate a quegli anni e non aggiornato in nessuna delle sue parti. No all’ideologia ambientalista che se ne frega dell’impatto ambientale e paesaggistico della nostra costa.
No a progetti caduti dall’alto senza il coinvolgimento delle città di costa.
No a iniziative di forza di Regione e Provincia e di una certa area politica, che ci hanno consegnato negli anni opere come il TRC, costose, poco utili e con azioni di prepotenza che hanno visto veri e propri atti di forza a colpi di ruspe e demolizioni.
In Consiglio Comunale ho sollevato la questione degli espropri che saranno necessari per portare gli impianti interrati da marina a San Martino in venti. Chi pagherà le possibili transazioni di proprietà? Chi dovrà fare espropri e sfratti? Chi pagherà le cause che ne nasceranno? quanti anni saranno necessari?…
Tutte domande legittime dopo l’esperienza del TRC, ma che sono rimaste senza risposta.
In quell’occasione il sindaco Gnassi chiese ingenuamente una modifica (sostanzialmente l’allontanamento delle pale…). Nessuna risposta nemmeno per lui. Oggi meno ingenuamente si dichiara contrario come la maggior parte della città.
Capisco Confindustria quando dice che opere del genere producono posti di lavoro (circa 120 tecnici specializzati) e nuove economie. Ci sono però altri modi per creare lavoro e generare nuove economie salvaguardando anche l’impatto paesaggistico e produrre energia pulita. Un esempio è la trasformazione delle decine di piattaforme che sono già presenti davanti alla nostra costa. Solare, eolico e moto ondoso sono le tre fonti che si potrebbero produrre sopra e intorno alle piattaforme. E perché no, creare vere e proprie isole immergendo parti delle strutture da smontare, andando a creare nuovi ambienti di flora e fauna sottomarina, con tanto di possibilità di diving, resort…
Una nuova Isola delle Rose? Perché no?
Sognare in grande si fa la stessa fatica che sognare in piccolo…
Ultima e fondamentale domanda. Il presidente della provincia Santi, quale posizione rappresenterà in regione visto che tutti i sindaci dei comuni costieri si sono espressi contro?

 

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