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L'Ue vuole evidenze pubbliche

Concessioni. Biagini: comune di Rimini genuflesso a lobby balneari

In foto: Roberto Biagini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 17 ott 2020 10:49 ~ ultimo agg. 17:14
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Con una lunga nota, il comune di Rimini venerdì ha annunciato che procederà a prorogare le concessioni balneari al 2033. Lo ha spiegato il sindaco Andrea Gnassi evidenziando però l’attuale situazione caotica dal punto di vista normativo e spiegando che “per ogni concessione verrà fatto prima un atto ricognitorio, proprio per evitare che il rinnovo possa reggere di fronte a eventuali ricorsi” visto che di fatto le direttive europee prevedono le pubbliche evidenze per le spiagge (vedi notizia). Già altri comuni avevano fatto scelte simili ma Rimini finora non si era sbilanciato. Una decisione che non convince il Coordinamento Mare Libero e il suo presidente Roberto Biagini. “Evidentemente le sirene del “SUN” e le rassicurazioni avute dagli avvocati esperti in materia intervenuti alla manifestazione fieristica – scrive l’ex assessore – hanno convinto il primo cittadino a conformarsi ad altri comuni italiani che già da tempo hanno intrapreso questa strada“. “Del resto – prosegue – l’eventuale illegittimo affidamento che si creerà in proposito per il quale qualcuno chiederà spiegazioni a chi di dovere, rimane in capo al funzionario responsabile del procedimento e del provvedimento finale e non certo ai membri della giunta o del consiglio comunale del resto in scadenza al 2021“. Biagini esemplifica la situazione che si potrebbe creare: “nel momento in cui il concessionario pagherà la tassa di registro sino al 2033 perché un dipendente pubblico gli ha creato tale aspettativa, sarà quest’ultimo a doverne rispondere nel momento in cui verrà sanzionato il suo comportamento non conforme a quanto previsto dalle norme europee direttamente applicabili nel nostro ordinamento.” Secondo il presidente del Coordinamento la strada corretta sarebbe quella “segnata dall’Unione Europea di bandire le pubbliche evidenze e di andare a verificare la morfologia degli immobili (cabine e risto-bar) ubicati sull’arenile per intraprendere le procedure di incameramento previste dal codice della navigazione“. Biagini poi chiude con un duro affondo: “anche il comune di Rimini si è genuflesso ai voleri della lobby dei balneari” e annuncia che il Coordinamento Nazionale Mare Libero (CO.NA.MA.L.) “intraprenderà l’iniziativa di diffida e di denuncia alle autorità competenti come già attuato in altre località“.