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La riorganizzazione

Riaprono le degenze chirurgiche all'Infermi. Covid: si guarda all'autunno

In foto: il nuovo reparto all'ospedale Infermi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 4 set 2020 09:56 ~ ultimo agg. 14:48
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All’ospedale Infermi di Rimini si lavora per il ritorno alla normalità ma mantenendo l’attenzione alta sul coronavirus. Dopo la riapertura delle otto sale operatorie nel comparto chirurgico presso il Dea (Dipartimento Emergenza Accettazione), nei giorni scorsi le degenze chirurgiche sono state trasferite sempre al Dea, negli spazi che erano stati appositamente predisposti: si tratta dei letti delle unità operative di Chirurgia Generale e Ginecologia. Riaperti invece, nelle loro sede “storica” i letti di Chirurgia vascolare.

Attraverso questa operazione, gli spazi attualmente occupati presso il Padiglione Flaminio, dove si trova il reparto di Malattie infettive, saranno allestiti e “tenuti pronti” in attesa di una eventuale nuova ondata di ricoveri legati al Coronavirus, nel prossimo autunno. Si tratta di 20 posti letto, che si sommano ai 20 delle Malattie infettive e ai quali, in caso di necessità, se ne aggiungeranno 50 al Dea e 100 presso il monoblocco.

L’attenzione – spiega l’Ausl – è per il prossimo autunno, durante il quale una eventuale epidemia di covid potrebbe sovrapporsi a quella dell’influenza stagionale, con la necessità di tenere a disposizione un bacino sufficiente di posti letto per i ricoveri. Per quanto riguarda i letti di rianimazione: in aggiunta al reparto, sarà sempre possibile utilizzare i posti letto del quarto piano inaugurati nello scorso mese di giugno, ovviamente riorientando l’attività ospedaliera non legata all’urgenza.

Spiega il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Mattia Altini. “Stiamo lavorando, in tutte le strutture, per trovare e concretizzare il non facile equilibrio tra le esigenze di adeguata presa in carico dei pazienti covid, con il riavvio e l’implementazione dei servizi per tutti gli altri utenti, garantendo a questi ultimi la massima sicurezza e prevenzione nei confronti del contagio. Ma al contempo dobbiamo ‘tenere pronti’ tutti gli strumenti e gli spazi necessari qualora si presenti una seconda ondata epidemica di covid. La sfida è riuscirci senza tornare a trascurare le altre esigenze di salute della cittadinanza. E in quest’ottica abbiamo predisposto il piano di riavvio dei comparti operatori e delle relative degenze all’ospedale di Rimini, utilizzando il quarto piano nella maniera più efficace con la possibilità, ovviamente, di riconvertire quegli spazi alla Rianimazione quando e non appena si dovesse rendere necessario. La prima ondata di covid, nella sua drammaticità, ci ha almeno indicato la via da seguire”.