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Il caso di Viserbella

Cori e striscioni per il presidio antifascista davanti al ristorante

In foto: @newsrimini.it
di Redazione   
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lun 24 ago 2020 08:25 ~ ultimo agg. 19:03
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Ieri sera davanti al ristorante “Tana Marina” sul lungomare di Viserbella si è svolto il presidio antifascista promosso da Anpi, Casa Madiba e Sardine dopo il caso che ha tenuto banco nei giorni scorsi: il presunto saluto romano, la sera di ferragosto, di un cameriere con scuse all’effigie del Duce per avere servito una famiglia di origine africana, fatto oggetto di denuncia e conseguenti indagini, da subito smentito dai titolari.

Ma anche la presenza stessa di gadget fascisti nel locale, che ha portato diversi amministratori locali a ribadire la necessità di rimettere mano alla proposta di una legge che ne vieti la vendita, proposta ferma in Parlamento.

I manifestanti, un centinaio, si sono disposti davanti al locale con cartelli e striscioni. Cori (compresa “Bella ciao”), slogan e qualche momento di tensione all’arrivo di un gruppo di militanti di estrema destra che hanno cenato all’interno come gesto di solidarietà ai titolari, ma tutto si é limitato a schermaglie verbali. A presidiare l’area, dove si sono fermati anche diversi curiosi, sono stati Polizia e Carabinieri. Il passaggio sul lungomare è sempre stato garantito durante la manifestazione.

“Il fascismo non e’ un’opinione. E’ un crimine”, recitava lo striscione. Dalla famiglia protagonista della vicenda è arrivata ieri pomeriggio ai promotori una chiamata di ringraziamento per la solidarietà e il sostegno.

Nel locale c’erano alcuni ignari clienti evidentemente all’oscuro delle polemiche, anche famiglie con bambini, che si sono ritrovati a cenare con un fuori programma.

 

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