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la sentenza

Verbali d'arresto falsificati, due carabinieri condannati in Appello

In foto: repertorio
di Redazione   
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mer 17 giu 2020 20:37 ~ ultimo agg. 18 giu 13:57
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La Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza di primo grado e condannato due carabinieri all’epoca dei fatti in servizio a Rimini per aver falsificato dei verbali di arresto e perquisizione. I giudici hanno inflitto ad entrambi un anno di reclusione, pena sospesa. Condannato dai giudici bolognesi per traffico di droga, a un anno e 8 mesi, anche colui che era considerato dagli inquirenti un intermediario tra i pusher, poi arrestati dai due militari.

Le indagini, condotte dagli stessi militari del Comando Provinciale di Rimini, si concentrarono su un verbale di arresto, perquisizione e sequestro penale di droga, dell’ottobre del 2008, nel quale si ometteva proprio la presenza dell’intermediario. Secondo gli inquirenti, fu un modo che i due imputati utilizzarono per coprire sia la fonte sia colui che aveva fatto da “mediatore” tra il venditore e gli acquirenti di droga. In particolare, un albanese, già condannato in via definitiva e all’epoca sotto indagine della Dda di Bologna per spaccio di cocaina, raccontò di come i due carabinieri gli avessero “ordinato” di comprare la droga, fino a mezzo chilo di cocaina, a volte pagandola persino 20-30mila euro, dagli spacciatori poi da incastrare. Pusher che i militari avrebbero arrestato. Stando all’accusa, i due imputati avrebbero usato l’albanese per totalizzare un alto numero di arresti per spaccio.

Una parte dell’impianto accusatorio, però, già caduta in primo grado, non ha trovato conferma neppure in Appello. Ribadita infatti l’esclusione del concorso dei militari nell’acquisto e nello spaccio. Può ritenersi ugualmente soddisfatto il sostituto procuratore Davide Ercolani, che all’epoca aveva appellato la sentenza di assoluzione del gup Sonia Pasini, secondo la quale i due colleghi erano innocenti.

 
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