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l'allarme del silb

"Cocco, Altromondo e Carnaby rischiano di restare chiusi"

In foto: La piramide al tramonto
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 10 giu 2020 17:43 ~ ultimo agg. 11 giu 12:10
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“Questa estate Cocco, Altromondo, Carnaby e Life, a queste condizioni, non riapriranno”. E’ l’allarme lanciato dal presidente del Silb-Fipe Emilia Romagna, Gianni Indino, che critica una parte delle linee guida individuate dalla Conferenza delle Regioni per l’ormai prossima riapertura delle discoteche.

“Rispetto al protocollo da noi proposto – dice Indino – alcuni aspetti sono stati accolti, altri meno. Ora confidiamo nella Regione Emilia Romagna, che con l’assessore Corsini si è sempre dimostrata attenta alle esigenze del nostro mondo, affinché si possa arrivare ad altri risultati. Di queste linee guida soprattutto non ci spieghiamo i 2 metri di distanza da tenere in pista, oltre a dover rimanere con la mascherina. A maggior ragione perché si impone di ballare solo all’aperto, cosa che permetterà di riaprire solamente ad alcuni locali facendo così figli e figliastri. A Rimini, ad esempio, non potranno riprendere l’attività locali storici come l’Altromondo Studios, il Cocco, il Carnaby o il Life. Speriamo davvero in un ravvedimento su questi e su altri punti, come l’impossibilità di servire da bere al bancone, cosa possibile ad esempio nei bar mantenendo il dovuto distanziamento”.

Per il numero uno del Silb emiliano romagnolo “avere una base di ripartenza dopo mesi di buio e silenzio assoluto da parte delle istituzioni, permetterà almeno di far riaprire i locali che si sono attrezzati per un’offerta diversa dal ballo, ad esempio la cena-spettacolo. Il nostro compito sarà di fare rispettare le regole, anche quelle che non riteniamo congrue, ma speriamo ancora in qualche cambiamento, soprattutto se nei prossimi giorni continueremo ad essere confortati dai dati sui contagi che continuano ad essere in calo costante”. 

Per aiutare il mondo della notte a ripartire, il sindacato pone tre condizioni: un adeguato ristoro dei danni subiti per la forzata e perdurante chiusura delle attività, lo stralcio delle imposte e la garanzia di un congruo contributo a fondo perduto.

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