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un ricordo

"Un privilegio essergli vicino". Piero amico-collaboratore ricorda don Giuseppe

In foto: don Giuseppe Celli
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
ven 15 mag 2020 19:26
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Un racconto pieno di affetto di chi per quasi 40 anni è stato collaboratore e amico di don Giuseppe Celli, a cui la sua comunità di San Vito e la Diocesi hanno dato l’ultimo saluto solo pochi giorni fa. Piero affida al nostro sito il bene ricevuto nei tanti anni al fianco del parroco, ma soprattutto il dono prezioso che sono stati gli ultimi tempi segnati dalla malattia. In una sorta di dialogo con don Giuseppe scrive: “Mi ritengo un privilegiato, hai scelto il più scarso accontentandoti di poco ma ora da lassù tu sai bene che quel poco e stato solo cuore

Inizio da un messaggio arrivato sul mio cellulare e scelto fra le centinaia e centinaia arrivati ultimamente che sintetizzo: ”ci terrei tanto se scrivessi il tuo pensiero su questo periodo in cui hai accompagnato don Giuseppe con amore…. poche righe sarebbe un dono prezioso per tutti … nel bene che don Giuseppe ha voluto ai tanti che ha incontrato, ed infine, ho sempre percepito in lui un bene fuori dal comune”. Questo messaggio mi aiuta, cosa non facile, a ripercorrere un periodo intenso, doloroso ma colmo di speranza iniziato cinque anni fa con il manifestarsi della malattia… ripensandoci bene, iniziato ancor prima! Da circa 35/40 anni per una stretta collaborazione in ambito parrocchiale culminato in questo ultimo periodo così intimo e .… pieno di Tanto! Ogni volta che lo accompagnavo in ospedale mi veniva spontaneo dire: ”altra stazione di questa via crucis per la salita al calvario”, lui non amava dicessi così fino ad una ventina di giorni prima del suo Incontro con il Signore quando un giorno mi fissò con intensità al chè gli chiesi; cosa succede? mi disse: “stiamo facendo il calvario insieme”e questa è già una prima riflessione “accompagnato don Giuseppe con amore” e ora modifico il verbo “ho” con “abbiamo” perché tutti, e con tutti allargo la visione ad una marea infinita di amici e ai tanti volti sconosciuti che sono stati tutti partecipi manifestando la loro preoccupazione e solidarietà colma di un amore incredibile. Fondamentale per don è stata la preghiera di tutti a consolazione spirituale del suo ministero che si dispiaceva a volte di non poter compiere in pieno per i suoi limiti dovuti alla malattia e personali e questo proposito lo rimbeccavo dicendogli che il Signore aveva scelto per lui il manifestare di essere Pastore in una veste più bella e ancor più grande. Continuando il messaggio: “Dono prezioso”! non certo per trasmettere le mie povere parole ma perché lui è stato dono prezioso e lo sarà sempre, un dono che va riscoperto e coltivato nel nostro intimo nei tanti ricordi lasciati, nelle occasioni di vicinanza e nei suoi insegnamenti e solo ponendo attenzione ai tanti particolari a cui non abbiamo dato importanza che ora possiamo riscoprire, valorizzare rendendo il tutto “suo dono prezioso”! e un dono speciale che ci ha lasciato è la realtà di tanti belli e saldi gruppi parrocchiali che ha voluto e realizzato! Essi sono la sua eredità. E veniamo a: “ l’abbraccio che don Giuseppe nel bene ha voluto ai tanti che ha incontrato” direi che sì! è stato un finale pieno di abbracci e indimenticato rimarrà l’ultimo abbraccio terreno per la sua gente andando a salutarli personalmente ripercorrendo le vie del paese. E continuando aggiungo, amorevoli abbracci di un percorso di vita ricco d’amore e di affetto a rimarcare che il suo cuore è stato sempre protagonista. Certe situazioni e sensazioni sono difficili da esporre in due righe tramuterebbero in banalità un gesto sublime e profondo quale può essere un abbraccio, quindi lascio per la mia pochezza che parli solo il cuore di ognuno di noi e al cuore ricongiungo l’ultima sottolineatura del messaggio: “percepito in lui un bene fuori dal comune” e questo bene è stato facilmente percepito da chi gli è stato vicino da sempre ma anche e specialmente dai tanti cosiddetti “lontani”, costoro erano fra i suoi prediletti. Anche il nostro Vescovo ha percepito questo bene fuori dal comune! dimostrandogli il suo essere PADRE PASTORE e AMICO in maniera profonda. La Sua premura di sentirlo e di fargli visita spesso manifesta la stima e l’intimità che li univa; grazie Eccellenza!..pure i confratelli sacerdoti di Sant’Arcangelo gli sono stati molto vicini nonostante la quarantena sentendosi spesso e così pure l’amico sanvitese vicario generale. E’ doveroso da parte mia un ringraziamento a coloro che sono stati di aiuto in questo periodo iniziando con un GRAZIE A TUTTI e sono tantissimi coloro che si sono messi a disposizione ma purtroppo le restrizioni del momento e la protezione per la fragilità di don Giuseppe non è stato possibile soddisfare il desiderio manifestato. Il privilegio di essergli vicino lo hanno avuto i preziosi amici medici sanvitesi e al suo medico personale mancherà quella telefonata serale a cui lui e sua moglie non potevano mancare e che don aspettava con gioia ed un ricordo per i medici dell’ospedale che lo hanno seguito per le terapie. Dandogli una battuta spiritosa gli dicevo che un equipe medica così non l’aveva nemmeno il Papa e poi aggiungo il servizio degli infermieri parrocchiani e la festa che gli veniva riservata dai farmacisti. Non posso dimenticare quei generosi parrocchiani e parenti che facendo i turni notturni hanno vegliato su di lui, e a chi provvedeva sempre la biancheria pulita, infine come non citare la sua cuoca preferita che per stuzzicare quell’appetito che mancava cercava di allettarlo preparandogli le cose più gustose. Altre persone sono state di aiuto in tanti modi, un grande grazie doveroso a loro. Ai fratelli di don dico che sono onorato di avermi accolto nella loro famiglia, la loro mamma diceva che io ero quel figlio che non ha fatto fatica fare. Una forza importante e stato l’appoggio e la condivisione di mia moglie che mi sono serviti per realizzare e portare a termine tutto ciò. Grazie don! Mi ritengo un privilegiato, hai scelto il più scarso accontentandoti di poco ma ora da lassù tu sai bene che quel poco e stato solo cuore….ti voglio bene! Piero

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