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venerdì 10 luglio 2020
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L'iniziativa social dei tifosi

Rimini si stringe attorno alla Rimini Calcio: no alla retrocessione in D

In foto: La bandiera ed il fortino
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 31 mag 2020 10:04 ~ ultimo agg. 1 giu 13:02
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Il Direttivo della Lega Pro conferma l’intenzione di far retrocedere in serie D le ultime di ogni girone, quindi il Rimini, fanalino di coda del girone B con gli stessi punti del Fano, ma con una vittoria in meno, questo il parametro (bisogna scendere fino al punto G dei criteri in caso di arrivo a pari punti) che condannerebbe i biancorossi, che tra l’altro non hanno potuto sfruttare il match di ritorno (casalingo) contro i marchigiani. Sarà il Consiglio Federale, in programma i primi di giugno, ad avere l’ultima parola.

Il presidente del Rimini F.C., Giorgio Grassi, non ci sta e scrive ai vertici dello Sport: al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, al presidente del Coni, Giovanni Malagò, al presidente della Figc, Gabriele Gravina, e a quello della Lega Pro, Francesco Ghirelli, sottolineando come “con 11 gare di campionato ancora da disputare sarebbe quanto mai contrario ai principi della leale competizione sportiva se venisse decretata a tavolino la retrocessione di una squadra” e chiedendo la convocazione di un’assemblea di Lega.

Il direttore sportivo del club biancorosso, Ivano Pastore, annuncia che in caso di retrocessione a tavolino il Rimini si difenderà nelle sedi opportune.

La Curva Est esprime in una nota tutta la sua indignazione: “Non abbiamo voglia neanche di protestare perché una retrocessione proclamata in questo modo non ha nessun valore, e anche perché in questo periodo in cui molta gente è in lutto o in ginocchio per cose ben più serie ci sembra fuori luogo. Vogliamo però esprimere il nostro schifo. Fa schifo questo calcio. Non meritate un solo grammo della sana passione e dei sacrifici dell’ultimo dei tifosi che avete lasciato fuori dagli stadi per continuare il vostro indegno spettacolo”.

L’assessore allo Sport del Comune di Rimini, Gian Luca Brasini, interviene con un post sul suo profilo Facebook: “Sulle norme che stanno decidendo a tavolino retrocessioni e classifiche “virtuali” e che prefigurano uno sport sempre più lontano dal calore della gente dico che a me tutto questo non piace. Piuttosto cristalliziamo tutto così com’è e ripartiamo, quando saremo pronti e in sicurezza, con qualcosa che assomigli al concetto di sport come tutti lo intendiamo. Non accetto che la squadra di calcio della mia Città sia una delle prime vittime di questo modello sbagliato”.

Poi, insieme al sindaco Andrea Gnassi e a nome dell’amministrazione comunale, prende una posizione ufficiale, con una lettera spedita a Governo, Coni, Figc e Lega Pro nella quale viene chiesto di rivedere una decisione che sarebbe “inaccettabile” e “una vergogna per la città”. Sindaco e assessore si dicono pronti, in caso contrario, a “sostenere la società Rimini Calcio in ogni azione che intenderà portare avanti per tutelare quello che da oltre 100 anni, rappresenta un pezzo importante dell’identità e della comunità cittadina”.

È ora il turno dei singoli appassionati della maglia a scacchi far sentire la propria voce. Nasce spontanea un’iniziativa che si sta diffondendo a macchia d’olio sui profili social di numerosi tifosi biancorossi: la pubblicazione della bandiera biancorossa di fianco al “Romeo Neri”, che diventa idealmente un fortino da difendere a tutti i costi. È questa l’immagine della battaglia contro un’ingiustizia che unisce la comunità riminese.

La redazione di Icaro Sport, da sempre vicina ai colori biancorossi, ha prontamente aderito, cambiando la sua immagine di copertina. Perché la Rimini Calcio è un valore da difendere!

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